15 ottobre 2019
Aggiornato 23:30
Economia

Altro che ripresa, e se l'UE fosse in recessione?

Secondo l’economista Charles Sannat, che ha letto un dcumento della BCE sull'iniezione di massa monetaria nel sistema bancario dell'UE, l'Eurozona potrebbe essere in recessione

Il banchiere centrale Mario Draghi
Il banchiere centrale Mario Draghi ANSA

BRUXELLES – Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, continuano a raccontarci che l'Italia è fuori dalla crisi e che i conti pubblici del Belpaese stanno migliorando. Il segretario dem, aspirante premier bis, Matteo Renzi, fa campagna elettorale intestandosi a sua volta i presunti successi dell'economia italiana come quello della crescita del Pil e dell'occupazione (poco importa se poi i contratti di lavoro sono quasi tutti precari – per l'esattezza 3 su 4 - e 1 giovane su 3 è ancora disoccupato). Oltre i confini nazionali, però, la percezione dello stato di salute dell'economia della Penisola è molto diverso.

La propaganda di Gentiloni, Padoan e Renzi
Basti pensare che il vice-presidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, ha esplicitamente accusato la coppia Gentiloni-Padoan di aver mentito agli italiani sullo stato reale dei conti pubblici, in particolare sulle condizioni del deficit e del debito che, nonostante la congiuntura economica internazionale positiva, sta continuando a crescendo esponenzialmente quando invece dovrebbe diminuire. Katainen sostiene che gli italiani dovrebbero sapere la verità, ma forse non sono i soli a vivere dentro una bolla di menzogne. Così come Gentiloni, Renzi e Padoan in Italia raccontano di una fantomatica ripresa economica, allo stesso modo i leader europei e il banchiere centrale Mario Draghi continuano a raccontarci che l'Unione europea è ormai fuori dalla crisi e la ripresa comunitaria è solida e robusta. Ma è davvero così?

La tesi dell'economista Sannat
C'è chi dice di no. E' l’economista Charles Sannat, che è entrato in possesso di un documento della BCE nel quale si afferma che la banca centrale europea ha aumentato la massa monetaria che gli economisti indicano con M1 (cioè le banconote circolanti e i depositi a vista) del 9% all'anno e la massa monetaria M3 (tutto ciò che la speculazione finanziaria rende «monetabile») del 5%. Tra i poteri della BCE infatti c'è anche quello di regolare la massa monetaria in circolazione per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma quello che non tutti sanno è che tra la massa monetaria immessa nel sistema e la crescita economica del Pil c'è una relazione diretta. Secondo gli economisti, se la massa monetaria aumenta di 1 allora anche la crescita dovrebbe aumentare di 1.

L'Unione europea è in recessione?
Ma se l'UE cresce dell'1,8% l'anno quando la massa monetaria aumenta del 5% allora, evidentemente, poiché la matematica non è un opinione, l'Unione risulterebbe in recessione del 3,2%. E' davvero così? La risposta non è così semplice perché individuare l'esatto valore della massa monetaria in circolazione non è così facile e potrebbe non essere pari esattamente al 5%, ma senz'altro la tesi di Sannat potrebbe spiegare molte cose. Ad esempio perché, se davvero l'UE se la passa così bene, il gigante Siemens sta tagliando circa 7000 posti di lavoro. O perché in Francia, nonostante la crescita del Pil dell'1,8% il tasso di disoccupazione continua a crescere. O perché in Italia, nonostante la fantomatica ripresa annunciata dai nostri politici, un giovane su tre è senza lavoro. L'iniezione di liquidità decisa da Draghi avrebbe dovuto portare a risultati di gran lunga migliori. Certo, la colpa è anche delle banche, che non mettono in circolo nell'economia reale la massa monetaria iniettata dalla BCE nel sistema economico comunitario. Ma siamo sicuri che il banchiere centrale non ci stia nascondendo qualcos'altro e che la crescita del Pil dell'Eurozona non sia poi, in verità, molto meno virtuosa di quanto vorrebbero farci credere?