23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Politica monetaria | BCE

Visco: «Folle» fissare data fine Quantitative Easing

Il Governatore della Bankitalia al Wall Street Journal: «Flessibilità finora è stata importante». Boccia: «Prepararsi per evitare che fine QE diventi un trauma».

Il Governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco
Il Governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco ANSA

ROMA - Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco difende l'approccio flessibile della Bce per la futura riduzione del Quantitative Easing e segnala i rischi che fissare una data precisa per interrompere questa misura non convenzionale di politica monetaria. «Alla luce dei rischi attuali, che potrebbero cambiare le prospettive improvvisamente, sarebbe folle fissare una data» precisa per la fine dell'allentamento monetario della Banca centrale europea, ha detto Visco, che è anche membro del consiglio direttivo della Bce, in una intervista al Wall Street Journal da Washington, dove si stanno svolgendo gli incontri annuali del Fondo monetario internazionale.

DIMOSTRARE FLESSIBILITÀ - Secondo il numero uno di via Nazionale per dare coordinate chiare agli investitori «e magari più credibilità», è preferibile dimostrare flessibilità. «E questa flessibilità è stata fino ad ora molto importante». In altri termini «sarebbe un errore - ha sottolineato il banchiere centrale - attuare le misure monetarie guardando solo agli sviluppi di breve termine dell'economia. Si deve necessariamente avere una prospettive di medio termine». Secondo Visco «le nostre decisioni sono e saranno legate all'andamento dei dati. E le nostre decisioni riguarderanno tutto il pacchetto, non solo il QE, ma anche la forward guidance e il livello dei tassi».

BOCCIA: PREPARSI - In vista del futuro stop al programma di Quantitative Easing da parte della Bce occorre prepararsi «per tempo», per evitare che questo diventi un «trauma». L'esortazione è arrivata dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.
«Il rischio è che quando finirà il Quantitative Easing è evidente che i tassi aumenteranno e quindi noi dobbiamo prepararci», ha spiegato Boccia aggiungendo che occorre prepararsi su un duplice piano: «Sia da un punto di vista generalista - perchè avendo un debito pubblico rilevante se aumentano i tassi d'interesse abbiamo un deficit che aumenta e quindi la sfida è ridurre il debito pubblico del Paese - sia dall'altra parte prepararci come imprese a questo incremento di tasso di interesse».
«Non è un aspetto marginale. C'è tempo, però ci si può preparare per tempo. Evitiamo che diventi un trauma», ha affermato Boccia.