Economia

Banche, come e perché il tesoretto dei depositi dormienti finisce nelle casse dello Stato

Nei depositi dormienti che giacciono nelle filiali delle banche ubicate sul territorio nazionale c'è un tesoretto che vale oltre due miliardi di euro ma i legittimi eredi non lo sanno

Nei depositi dormienti nelle banche giace un tesoretto da due miliardi di euro.
Nei depositi dormienti nelle banche giace un tesoretto da due miliardi di euro. (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA – Nei depositi dormienti che giacciono nelle filiali delle banche nazionali c'è un vero e proprio tesoretto che vale circa due miliardi di euro. Soldi che spetterebbero agli eredi dei defunti proprietari dei conti correnti, ma che invece finiscono dritti dritti nelle casse dello Stato. E le cifre sono molto significative. Come riporta La Repubblica, secondo i dati del Rendiconto generale dello Stato negli ultimi dieci anni le somme in questione superano i due miliardi di euro. In media, ogni anno, il Governo sottrae ai privati cittadini circa 150milioni di euro, che finiscono in un fondo nato per «indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie» e che corrisponde al capitolo 3382 delle entrate del bilancio dello Stato.

Il tesoretto dei depositi dormienti
La norma è stata approvata nel lontano 2005 durante il governo Berlusconi dall'allora ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Attualmente gli eredi di polizze, assegni, libretti di risparmio e conti correnti hanno dieci anni di tempo per riscuotere il denaro, dopodiché questo finisce nelle casse dello Stato. Chi si accorge troppo tardi della perdita, però, ha altri dieci anni di tempo per chiedere indietro il dovuto. Ma se nessuno si fa avanti le somme restano a disposizione del Governo. E quello dei depositi dormienti non è un tesoretto da poco. Solo nel 2016 sono stati «dimenticati» nelle filiali delle banche site sul territorio nazionale oltre 100 milioni di euro. Ma il record è stato registrato nel 2014, quando nelle casse dello Stato confluirono ben 203 milioni di euro drenati da conti correnti di privati cittadini italiani.

Il vuoto normativo che arricchisce lo Stato
Ma come è possibile dimenticare in banca somme considerevoli di denaro? La risposta è presto data. La legge in questione non prevede per le banche l'obbligo di informare i legittimi eredi dell'esistenza dei suddetti conti correnti o libretti di risparmio. Perciò i soldi finiscono nelle casse dello Stato perché i cittadini non sanno di aver diritto a quel denaro. Alla Consap, una controllata del Tesoro, è affidato il compito di gestire i rimborsi tra i legittimi titolari delle somme depositate nelle banche e lo Stato una volta che queste confluiscono nelle casse pubbliche e viene inoltrata la richiesta di riscatto, ma quelli che si accorgono in tempo dell'errore sono davvero pochi. Il problema, infatti, è a monte: nell'assenza di comunicazione tra la banca e gli eredi. E a causa di questo vuoto normativo la maggior parte dei soldi dei depositi dormienti non torna mai indietro.