12 agosto 2020
Aggiornato 03:30
Crisi Alitalia

Alitalia, Ryanair si sfila ma Delrio rassicura: «Niente spezzatino»

Domani scadono i termini per la presentazione delle offerte non vincolanti per la cessione di Alitalia e Ryanair ha fatto un passo indietro mentre nei primi mesi del 2017 si contano perdite da capogiro

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, interviene sulla crisi di Alitalia.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, interviene sulla crisi di Alitalia. ANSA

FIUMICINO - Domani scadono i termini per la presentazione delle offerte preliminari non vincolanti per la cessione dell'Alitalia. Ryanair si chiama fuori, confermando tuttavia la sua disponibilità a subentrare nelle rotte gestite dalla ex compagnia di bandiera questa estate qualora ce ne fosse bisogno. Completata la fase della data room, ovvero dell'analisi dei dati contabili della compagnia da parte dei soggetti che hanno presentato una manifestazione d'interesse, si passa ora al livello successivo, anche se difficilmente ci sarà qualcuno disposto ad acquistare Alitalia tutta intera. Non a caso il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ieri ha ribadito la sua contrarietà allo «spezzatino", anticipando che lo Stato potrebbe acquistare piccole quote, senza peraltro tornare a una statalizzazione della società. La compagnia si prepara quindi a predisporre un Piano industriale che le consenta di traguardare l'anno, in attesa di poter trovare un partner che sia disposto a rilanciarla per intero, dato che al momento non si vedono all'orizzonte «cavalieri bianchi» disposti a metterla in salvo. Perde quota, per ora, anche l'opzione delle compagnie orientali perché la Commissione europea non si è mostrata disponibile nell'immediato a cambiare le norme che pongono un tetto del 49% all'ingresso di vettori extra europei nel capitale di vettori comunitari.

Ryanair si sfila
Se comunque dovessero essere presentate offerte che i commissari riterranno incoraggianti il processo proseguirà fino ad arrivare a ottobre con la presentazione di offerte vincolanti, con l'obiettivo di completare il processo di cessione entro l'anno. Intanto Ryanair, interpellata da Askanews, ha confermato la sua posizione, ovvero quella di non essere interessata ad acquisire il vettore italiano, ma di esser disponibile a subentrare nelle rotte a lungo raggio già dall'estate. «La nostra posizione non è cambiata - ha dichiarato un portavoce di Ryanair ad Askanews -. Abbiamo presentato una manifestazione d'interesse. Come precedentemente dichiarato, non siamo interessati a comprare Alitalia».

Il governo è contrario alla statalizzazione
Ryanair comunque si è offerta di sostenere le rotte a lungo raggio, visto che è la compagnia aerea più grande in Italia e con il più grande network. «Ci stiamo apprestando a schierare fino a 20 aerei nell'arco di un periodo di due settimane, per quest'estate, se Alitalia dovesse ridurre la sua capacità in modo significativo - ha concluso il portavoce -. Abbiamo scritto al governo italiano e abbiamo detto: 'se dovesse succedere qualcosa d'imprevisto, non vi preoccupate, faremo noi il lavoro per qualcuno che non è più in grado di farlo'». Tutto questo mentre il governo ribadisce la sua contrarietà alla statalizzazione di Alitalia nel caso in cui le offerte che dovessero arrivare ai commissari portassero a uno spezzatino dell'azienda.

Quali investitori all'orizzonte?
«Faremo le valutazioni sulla base delle offerte che ci sono - ha dichiarato nelle scorse ore il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio - . Siamo contrari alla statalizzazione, siamo contrari, sarebbe un errore». Delrio è convinto che con un grande piano industriale «si può trovare un ottimo partner». Se poi si parla di piccole quote di partecipazione statali è tutto un altro ragionamento. «Il governo lo ha già preso in considerazione con Invitalia e non è detto non si possa riprende in considerazione», ha aggiunto. Parlando di un eventuale investitore Delrio ha spiegato che «certamente dovrà essere anche una valutazione della quantità di investimenti messi in campo perchè è un mercato molto competitivo in cui sta partendo la concorrenza delle low cost nel mercato a lungo raggio».

Perdite da capogiro nei primi mesi 2017
Secondo il governo Gentiloni l'integrità dell'azienda è la soluzione migliore, però il bando lascia aperte altre opzioni perchè vincolare l'amministrazione straordinaria a questo non avrebbe consentito una adeguato svolgimento dell'azione commissariale. Quanto al disavanzo «oggi - ha spiegato Delrio - non siamo in grado di dare i numeri con certezza». La richiesta sarà inoltrata ai commissari. Sappiamo che i primi 2 mesi 2017 si sono chiusi con perdite oltre i 200 milioni di euro. «E' importante capire entità disavanzo ad oggi abbiamo rassicurazioni che gli investimenti del governo consentono di proseguire attività commissariale con tranquillità ma devono essere i documenti ufficiali a parlare dell'entità reale del disavanzo", ha concluso il ministro.