Manovra finanziaria

Il «regalo» alle banche di Padoan e Gentiloni nella manovra bis vale 2 miliardi di euro

Nella manovrina del Governo sono state introdotte delle correzioni alle norme sulle dta che assicurano un consistente sgravio fiscale alle banche italiane, ma fanno aumentare le tasse per gli imprenditori

Il premier Paolo Gentiloni
Il premier Paolo Gentiloni (ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI)

ROMA – Nella manovrina del governo Gentiloni c'è un (altro) regalo alle banche. Un'agevolazione fiscale particolarmente generosa, perché pari ad almeno 2 miliardi di euro. Interesserà molti istituti di credito del Belpaese. Anche quelli che un aiutino non se lo meriterebbero proprio: come Monte Paschi Siena o le due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Un vero e proprio «scandalo». Ma, purtroppo, iniziamo a farci l'abitudine.

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Un «regalo» da 2 miliardi di euro
Meno tasse per tutti. Anzi, no. Solo per le banche. E' questo il risultato, inverosimile a dire il vero visti gli ultimi fatti di cronaca che hanno coinvolto proprio alcuni istituti di credito poco virtuosi dello Stivale, della manovrina del governo Gentiloni. Nel manovra bis, infatti – quella che l'Esecutivo ha dovuto varare per correggere i conti pubblici del Belpaese dopo il diktat di Bruxelles – sono state introdotte delle correzioni alle norme sulle dta (deferred tax asset) che de facto assicurano uno sgravio maggiore sulle perdite fiscali alle banche grazie alla riformulazione dell'Ace (Aiuto alla crescita economica). Uno sgravio che secondo l'analisi di Unimpresa corrisponde a circa 2 miliardi di euro.

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Cosa cambia con la manovra bis
Gli incentivi dell'Ace sono stati introdotti nel 2012 allo scopo di premiare gli imprenditori disposti ad investire nella loro impresa. Ma con la manovra bis del governo Gentiloni non solo l'Aiuto alla crescita economica viene depotenziato (aumentando la base imponibile e quindi facendo salire le tasse a carico degli imprenditori), ma addirittura stravolto. A guadagnare dalle nuove norme saranno infatti esclusivamente le banche, perché aumenta la recuperabilità degli aumenti di capitale e delle perdite contabilizzate nei loro esercizi. E' il caso di Monte Paschi Siena, che grazie alla «manovrina» di Padoan e Gentiloni avrà un effetto positivo sul patrimonio netto pari a 891 milioni di euro. Decisamente un bel regalo alla banca più antica del mondo.

Le tasse aumentano (solo) per gli imprenditori
Ed effetti analoghi si materializzeranno anche sui patrimoni delle due banche venete, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che stanno aspettando il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da Bruxelles per procedere a una rischiosissima fusione. Impossibile, per noi del Diariodelweb, non sottolineare il paradosso che caratterizza il risultato delle scelte governative: da un lato, con le nuove regole dell'Ace, vengono danneggiati gli imprenditori virtuosi che vorrebbero investire nella loro impresa e quindi sostenere la crescita economica del paese (perché la pressione fiscale per loro aumenterà); dall'altro vengono invece premiate proprio quelle banche che hanno vaporizzato i risparmi delle famiglie italiane.

Unimpresa: E' uno scandalo
E il paradosso in questione non è sfuggito ovviamente neanche a Unimpresa che, smascherando l'Esecutivo, ha puntato il dito contro la manovra del Governo. Il vicepresidente Claudio Pucci non ha esitato a definire «uno scandalo» lo status quo, sottolineando che «gli istituti continuano a essere aiutati», nonostante la loro condotta quantomeno opinabile e il fatto che neppure «sostengono l'economia reale visto che i prestiti alle aziende sono crollati di 12 miliardi negli ultimi 12 mesi». E' giocoforza per il sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, sostenere che «l’effetto fiscale prodotto dalla rimodulazione della base imponibile della cosiddetta 'Ace' non è stato voluto» perché durante la discussione del decreto legge «la nostra attenzione si è concentrata su come reperire il gettito necessario a finanziare la manovra» e solo «il caso ha voluto che ciò possa essere d’aiuto ad un istituto in difficoltà come Mps, e se succede ben venga». Il governo Gentiloni vorrebbe farci credere che questo bel regalo da 2 miliardi di euro alle banche italiane in crisi sia frutto del «caso». Ma voi ci credete davvero?