14 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Mille miliardi di crediti deteriorati

Banche a rischio in Ue, per l'Eba serve una Bad bank europea

L'Autorità bancaria europea sta pensando a un modo per risolvere il nodo dei crediti deteriorati che giacciono nel ventre molle delle banche dell'Eurozona. Ma l'idea di creare una Bad bank europea non è priva di criticità

LUSSEMBURGO – Nel ventre molle delle banche dell'Eurozona ci sono oltre mille miliardi di crediti deteriorati. Una zavorra pesantissima per la crescita economica comunitaria. E l'Italia, con i suoi 276 miliardi di euro di sofferenze, detiene la quota più consistente di tutta l'Unione europea. Il Vecchio continente rischia di sprofondare sotto il peso dei suoi «non performing loans». Perciò l'Eba sta pensando di creare una Bad bank per cercare di smaltirli.

L'Eba pensa a modo per risolvere il nodo dei Npl
Un veicolo costruito ad hoc per cercare di risolvere il nodo dei crediti deteriorati di Eurolandia. E' la proposta lanciata dal presidente dell'autorità bancaria europea, Andrea Enria, durante una conferenza in Lussemburgo. Secondo il dominus dell'Eba una bad bank potrebbe sanare i fallimenti del mercato e aiutare le banche europee a liberarsi del pesante fardello dei Npl. Enria ha le idee chiare e illustra la sua proposta con alcune slides: gli istituti di credito comunitari potrebbero trasferire le sofferenze bancarie alla bad bank europea al loro valore di mercato, senza subire ingenti perdite.

Come funzionerebbe la Bad bank europea
La differenza tra il valore reale e quello di mercato dei crediti deteriorati potrebbe quindi essere coperta da investitori privati e dalla stessa Bad bank. Oltretutto potrebbe essere esente dall'aiuto di stato. Le sofferenze potrebbero essere quindi smaltite sul mercato entro un termine di tempo prefissato (circa tre anni) mentre nel frattempo le banche da cui provengono sarebbero alleggerite del loro peso e potrebbero perciò essere di maggiore aiuto all'economia reale e sostenere la crescita economica. Qualora poi neanche la Bad bank europea riuscisse a smaltire i crediti deteriorati che le sono stati affidati, questi tornerebbero ai rispettivi istituti di credito.

Vantaggi e svantaggi della proposta di Enria
In questo modo si eviterebbe qualsiasi mutualizzazione dei rischi sugli altri stati membri dell'Unione, perché i paesi di provenienza dei Npl si riprenderebbero i loro crediti deteriorati facendosi carico anche delle perdite. Quella che in apparenza sembra una buona idea non è però priva di criticità. Infatti, come sottolinea il professor Carlo Alberto Carnevale-Maffé, insegnante presso la Bocconi di Milano, sulle pagine di Wall Street Journal, la Bad bank potrebbe rivelarsi soltanto un espediente per guadagnare tempo. «Si compra del tempo – spiega il docente – ma i rischi restano tutti in campo agli obbligazionisti e ai soci delle banche che rischiano comunque di saltare». Non solo. Il cerino potrebbe tornare in mano alle banche appiccando un incendio addirittura più grande. I crediti deteriorati, infatti, dopo essere stati in stand-by per tre anni nel cuore di Eurolandia potrebbero tornare alle rispettive banche con un ulteriore perdita di valore. Perciò il bail-in che profilerebbe all'orizzonte sarebbe perfino più doloroso per i risparmiatori comunitari.