21 maggio 2019
Aggiornato 20:00
Riforma delle pensioni

Pensioni, buone nuove per i nati nel 1952. Damiano: «Abbiamo vinto la nostra battaglia»

Prosegue l'iter parlamentare della Riforma delle pensioni inserita nella Legge di Bilancio. La Commissione Lavoro della Camera ha presentato 30 emendamenti e Cesare Damiano vuole estendere i requisiti per l'Ape social a più lavoratori

ROMA – La Riforma delle pensioni del governo Renzi, inserita nella Legge di Bilancio 2017, sta proseguendo il suo iter parlamentare e questa sarà una settimana molto importante (LEGGI ANCHE "Riforma delle pensioni, riassunto veloce di cosa vuole fare il Governo"). La Commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano, ha presentato circa 30 emendamenti che riguardano l'Ape, l'Opzione Donna e i requisiti per l'accesso alla pensione anticipata per i precoci. Damiano punta ad allargare la platea dei lavoratori coinvolti per agevolare il turn over generazionale nel mercato del lavoro. E può già esultare per una battaglia vinta.

30 emendamenti dalla Commissione Lavoro
La Commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano, ha presentato 30 emendamenti alla Riforma delle pensioni inserita nella Legge di Bilancio 2017. Riguardano l'Ape, l'Opzione Donna e i requisiti per l'accesso alla pensione anticipata dei precoci. Il primo emendamento riguarda la riduzione da 36 a 35 anni degli anni di contributi per accedere all'Ape social (cioè l'anticipo pensionistico in versione gratuita: completamente a carico dello Stato) per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti e gravosi (LEGGI ANCHE "Pensioni, l'Ape social è un miraggio: solo 25mila possibili beneficiari"). Damiano chiede inoltre di estendere la platea di questa categoria di lavoratori, includendo anche altre categorie rispetto alle 11 già presenti.

Damiano vuole estendere i requisiti per l'Ape social
In particolare, il presidente della Commissione Lavoro vorrebbe far rientrare nella norma anche gli operai agricoli, gli stuntman, i pescatori e gli operai che hanno a che fare con il trasporto o l'estrazione dell'Amianto. Ma Damiano può già vantare un successo personale, insieme alla capogruppo Pd della sua stessa Commissione, Maria Luisa Gnecchi. «La nostra battaglia è servita», ha comunicato Damiano nelle scorse ore spiegando che L'Inps ha pubblicato la circolare che correggeva un danno nei confronti dei lavoratori nati nel 1952. L'Istituto di previdenza ha infatti rimosso la condizione che impediva a costoro di poter accedere alla pensione di vecchiaia a 64 anni perché al 28 dicembre 2011 non risultavano impiegati, ma erano disoccupati.

Una vittoria importante per i nati nel 1952
Ora il Ministero del lavoro ha stabilito che il diritto di accesso al pensionamento può essere esercitato anche da coloro che in data 28 dicembre 2011 erano senza occupazione. Si tratta di una vittoria importante per Damiano, che considerava questo vincolo una vera e propria ingiustizia nei confronti di alcuni dei soggetti più deboli della popolazione, quelli che poiché disoccupati restavano in un limbo perché non potevano avere accesso alla pensione. Tuttavia, per poter usufruire della disposizione bisogna comunque aver raggiunto la quota 96 (LEGGI ANCHE "Pensioni, quello che dovete sapere su quota 41, 96, 97 e 100") entro il 2012 (cioè 60 anni di età e 36 di contributi oppure 61 anni di età e 35 di contributi). Mentre alle donne lavoratrici basta aver maturato 60 anni di età e 20 di contributi entro il 2012.