21 aprile 2019
Aggiornato 12:00
Crisi Mps

Un affare che vede solo Renzi: Monte Paschi Siena

Secondo il presidente del Consiglio, il Monte dei Paschi di Siena sarebbe un ottimo affare per qualsiasi investitore italiano o straniero. Un'edulcorata verità? No, una bugia bell'e buona

SIENA - I lettori del DiariodelWeb.it probabilmente conoscono meglio di altri la situazione complicata in cui versa il Monte dei Paschi di Siena perché ne abbiamo ripetutamente parlato. Ebbene, come potete vedere al minuto 3.35 di questo video, l'ultima notizia è che Matteo Renzi ha pronunciato queste incredibili parole: «Credo che se ci sia un investitore italiano o straniero che voglia investire nella banca sia un affare». Al di là del doveroso ottimismo che deve contrassegnare un capo di governo, quello che colpisce di questa frase è l’estrema confidenza con la menzogna.

Non una verità edulcorata, ma una bugia bell'e buona
Non si tratta di edulcorare la verità, che può essere sfaccettata, bensì di raccontare una storia totalmente falsa. Al di là di ogni ragionevole dubbio, le parole di Matteo Renzi sono seriamente preoccupanti. Monte Paschi Siena (LEGGI ANCHE "Mps, un disastro europeo nato molti anni fa usato oggi per salvare Deutsche Bank") non è un affare: è un rischio enorme per chiunque voglia investire nel settore più traballante di tutto, quello bancario. Abbiamo quindi un mentitore a capo del governo? Abbiamo un mentitore a capo della riforma costituzionale? Abbiamo un mentitore seriale a capo del partito più importante d’Italia? Speriamo sia stato solo uno scivolone dettato dalla foga. Che sia un affare Monte Paschi di Siena è un dubbio condiviso.

Gli investitori non ci sono, a meno che...
A partire dai duecento che sono stati contattati per un misero aumento di capitale (LEGGI ANCHE "Mps, quel misterioso aumento di capitale...ma chi mette i soldi?") , appena cinque miliardi di euro, e hanno risposto tutti picche. A partire da Jp Morgan e Mediobanca che hanno preso atto che nessuno è disposto ad investire. Monte Paschi di Siena, semplicemente, non è più una banca di sistema. E forse non lo è mai stata per l’economia privata italiana. Lo era per il settore pubblico che da tempo ha ripiegato su altri lidi. Il suo destino è quello di essere nazionalizzata, in ogni caso. Che vinca il no o il sì, non cambia nulla. Gli investitori che vorrebbero fare affari non ci sono, né ci saranno mai. A meno che chi procederà all’aumento di capitale (5,6 miliardi di euro) non voglia mettere le mani sul patrimonio immobiliare della banca, che vale indicativamente 4 miliardi di euro.  In questo caso, sarebbe sicuramente un affare.