20 settembre 2019
Aggiornato 20:30
Bpvi annuncia maxi taglio

Banca Popolare di Vicenza, maxi taglio in arrivo: 1500 esuberi

La fusione tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è sempre più vicina, ma l'istituto vicentino ha un gravoso problema con gli esuberi che riguardano 1300-1500 unità: circa un quarto dei suoi dipendenti

MILANO – La fusione tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca è l'unica soluzione che si vede all'orizzonte. A dirlo è il presidente dell'istituto vicentino, Gianni Mion. Ma per la BpVi esiste un problema esuberi non da poco, quantificabili in 1300-1500 unità. E l'istituto non può più aspettare.

La fusione è sempre più vicina
La fusione tra Banca Popolare di Vicenza (LEGGI ANCHE "Come agiva la Banca Popolare di Vicenza, condannata a pagare 4,5 milioni di multa") e Veneto Banca è sempre più vicina e secondo il presidente dell'istituto vicentino, Gianni Mion, è l'unica soluzione possibile. Alla domanda se ci fossero contatti in corso con Montebelluna, Mion, parlando a margine della presentazione di Space2-Avio, ha risposto: «sì certo, quando bussano a casa mi trovano sempre. Se poi ci sono altre soluzioni a me va bene, non è un problema ma al momento non vedo altro».

Il progetto Power Point
«Tra l'altro - ha proseguito Mion - io non sono banchiere, sono prestato dalla sventura. Sono solo onoratissimo di essere stato considerato un veneto presentabile». Come avevamo già avuto modo di sottolineare, il progetto è denominato Power Point ed è stato già presentato alla Banca d'Italia e alla BCE. Inoltre ai primi di settembre il presidente di Quaestio Sgr, Alessandro Penati (la società che gestisce il Fondo Atlante che è il principale azionista dei due istituti), aveva ricevuto un'offerta da parte quattro fondi internazionali: Atlas, Baupost, Centerbrige e Warburg Pincus.

Un problema di esuberi da 1300-1500 unità
Secondo alcune indiscrezioni consisterebbe in un miliardo cash a supporto del piano di risanamento della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca per agevolare la loro fusione. La strada, però, è ancora tutta in salita e non priva di criticità. Anche perché al momento la Banca Popolare di Vicenza ha un problema di esuberi particolarmente gravoso, quantificabile in 1300-1500 unità. E a sottolineare l'urgenza della questione è stato lo stesso presidente Mion a margine della presentazione del collocamento di Avio.

Un problema che non può più aspettare
«Dobbiamo convincere le organizzazioni sindacali che abbiamo questi esuberi per i quali dobbiamo trovare una soluzione, è un numero importante, 1.300-1.500». Mion sottolinea che si tratta di un esubero strutturale, non di un problema passeggero. «Noi forse abbiamo commesso l'errore di dirlo subito, ma non siamo in condizione di aspettare», ha concluso il presidente vicentino. La Banca Popolare di Vicenza ha cinquemila dipendenti e gli esuberi rappresentano circa un quarto del suo personale.