20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Soros Leaks

Soros Leaks, perché il ricco speculatore ungherese è il burattinaio dell'ordine mondiale

Il sito Dc Leaks ha diffuso 2576 files trafugati dalla potentissima Open Society Foundation, svelando al mondo le strategie messe in atto dall'organizzazione di George Soros per raggiungere l'obiettivo dell'esportazione della democrazia occidentale

Il magnate ungherese George Soros.
Il magnate ungherese George Soros. Shutterstock

ROMA – Soros Leaks. Stavolta è il turno del ricco speculatore di origini ungheresi. Il sito Dc Leaks ha diffuso nella giornata di domenica 13 agosto ben 2576 files trafugati dalla potentissima Open Society Foundation del magnate George Soros, svelando al mondo le strategie messe in atto dall'organizzazione per raggiungere l'obiettivo dell'esportazione della democrazia occidentale nel mondo che il filantropo persegue da sempre. Secondo gli hacker Soros «è l'architetto o il finanziatore di più o meno ogni rivoluzione o colpo di stato degli ultimi 25 anni». Ma quasi nessun giornale, né in Italia né all'estero, ha riportato la notizia.

La Open Society Foundation di Geroge Soros è stata hackerata
Dal 13 agosto scorso sul sito Dc Leaks sono consultabili migliaia di documenti rubati alla Open Society Foundation di George Soros. Questi files riservati svelano al mondo le strategie messe in atto dall'organizzazione per raggiungere l'obiettivo dell'esportazione della democrazia occidentale nei paesi a rischio che il filantropo persegue da sempre. La potentissima fondazione del magnate ungherese è stata hackerata e ben 2576 documenti relativi alle attività gestite o finanziate dal ricco speculatore di origini ebraiche sono stati trafugati e pubblicati. Secondo gli hacker, Soros «è l'architetto o il finanziatore di più o meno ogni rivoluzione o colpo di stato degli ultimi 25 anni». Ma nessuno (o quasi) ha scelto di raccontare questa storia.

2576 files riservati pubblicati sul sito Dc Leaks
La Open Society Foundation sarebbe stata fondata dal filantropo ungaro-americano proprio allo scopo di esportare il modello della democrazia occidentale nel mondo e in particolare nei paesi della ex Unione Sovietica. Per questo alcuni ritengono che l'hacker responsabile della violazione di questa gigantesca mole di files provenga proprio da quelle regioni. I documenti trafugati dalla sua organizzazione rivelano un costante impegno economico per campagne elettorali, fondazioni umanitarie, associazioni per i diritti umani e società di ricerca che avrebbero ricevuto cospicue somme di denaro per indirizzare il consenso dell'opinione pubblica (non solo americana) verso alcune questioni particolarmente care a Soros.

La strategia delle crisi per manipolare l'opinione pubblica
E' noto che abbia sponsorizzato generosamente anche il Partito Democratico. E finanziato, in particolare, la campagna della candidata Hillary Clinton con circa 8 milioni di euro per scongiurare il pericolo Trump, come riporta Lorenzo Giarelli su Linkiesta. Pare inoltre che abbia cercato di influenzare il risultato delle elezioni del 2014 in molti Stati membri dell'Unione Europea per contrastare i partiti anti-europeisti. Ma c'è di più. Alcuni lo ritengono l'artefice e il finanziatore della maggior parte delle rivoluzioni che si sono verificate in tutto il mondo negli ultimi venticinque anni, come quella Ucraina. Soros avrebbe finanziato i rivoluzionari ucraini contro la Russia di Vladimir Putin per indebolirla. Le crisi, infatti, sono uno strumento decisamente efficace per manipolare l'opinione pubblica e se diventano «la normalità» possono diventare una grande opportunità per determinare il risultato della storia.

L'uomo che gettò sul lastrico la Banca d'Inghilterra
Per capire la portata di questa affermazione basta ricordare che George Soros è diventato famoso per aver gettato sul lastrico la Banca d'Inghilterra e aver costretto la sterlina e la lira italiana a uscire dallo SME nel 1992. Il 16 settembre di quell'anno mise in atto una gigantesca operazione speculativa vendendo una enorme quantità di sterline allo scoperto, e gettando nel caos sia la Gran Bretagna che l'Italia. In questo modo i due paesi furono costretti a uscire dallo SME, mentre Soros guadagnava una fortuna. Ad oggi è una delle trenta persone più ricche del mondo e il suo patrimonio è stimato in circa 24,9 miliardi di dollari (i dati sono relativi al mese di maggio del 2016).

I tentativi per influenzare il corso della storia
Soros avrebbe tentato più volte di influenzare e determinare il corso della storia. Ma non sempre ha avuto successo. Secondo il Central for Responsive Politics nel 2004 finanziò con 23 milioni di dollari ben 527 associazioni legate a John Kerry – allora candidato del Partito Democratico nella lotta per la Casa Bianca – per non far vincere George W. Bush. Non sorprende dunque che le fondazioni del magnate ungherese spendano il loro patrimonio per influenzare l'opinione pubblica su molteplici questioni, come quella dei diritti LGBT. Come riporta il Washington Times, il Global Action for Trans Equality di New York (ente di rilievo internazionale finanziato da Soros) ha per «obiettivo principale quello di riunire tutte le organizzazioni Lgbt con l’obiettivo di creare un’unica, potente cassa di risonanza, che si avvalga delle tecniche più efficaci in ambito operativo, specialmente per quanto riguarda la raccolta di fondi». Ma sono in molti a credere (come riporta Lindro) che Soros in realtà si faccia portatore di numerose battaglie per i diritti umani allo scopo di conquistare una forte influenza politico-economica in diverse aree del mondo. Non ci è dato sapere con certezza se dietro le grandi rivoluzioni mondiali degli ultimi venticinque anni ci sia il suo portafoglio. Ma potrebbe essere considerato a tutti gli effetti uno dei «burattinai» del (dis)ordine mondiale esistente.