6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Draghi al Parlamento europeo

Draghi striglia i Paesi europei: «Bisogna fare di più»

Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha lanciato un altro monito ai paesi dell'Unone europea affinché facciano di più per vincere la crisi e coadiuvare la ripresa economica. E ha parlato anche dei problemi delle banche

Mario Draghi ha chiesto ai paesi europei di fare di più per vincere la crisi.
Mario Draghi ha chiesto ai paesi europei di fare di più per vincere la crisi. Shutterstock

STRASBURGO – Il discorso del governatore Draghi non ha ottenuto l'effetto sperato. L'impatto sulle Borse europee è quasi nullo e restano in territorio negativo. Il richiamo del presidente della BCE ai paesi europei affinché si impegnino per vincere la crisi e per «andare incontro alle richieste dei cittadini» non ha avuto l'eco previsto. D'altronde quello di Draghi è solo l'ultimo di una serie di richiami altrettanto forti.

Il richiamo di Draghi all'Europa
Dalla sede di Strasburgo del Parlamento europeo giunge un altro pesante richiamo all'Europa dal presidente della BCE. «La diffusa sensazione di insicurezza, anche economica, resta una grande preoccupazione», ha esordito Mario Draghi.«Non possiamo aspettare semplicemente che i tempi migliorino: dobbiamo rinnovare i nostri sforzi affinché l'Unione economica e monetaria offra sicurezza e prosperità», ha proseguito di fronte al Parlamento europeo ed ha aggiunto che «la BCE farà la sua parte».

L'Ue deve andare incontro alle aspettative dei suoi cittadini
Le sue parole sono familiari alle orecchie dell'UE, perché solo due settimane prima in occasione del premio Alcide De Gasperi, a Trento, il governatore della BCE aveva lanciato un altro appello ai paesi europei per risollevare la crescita. Draghi ha ripetuto più volte che la politica monetaria da sola non basta a coadiuvare la ripresa. Specialmente sul lungo periodo, non può ripristinare una espansione che sia «reale e sostenibile». Devono intervenire «altri attori», a cominciare dalla politica. «E' importante assicurare che l'Unione europea venga incontro alle aspettative dei suoi cittadini», ha sottolineato il presidente della BCE.

Le tre linee di intervento per vincere la crisi
Questo, secondo Draghi, richiede di intervenire su «tre linee di azione». La prima è costituita da«nuovi progetti europei comuni focalizzati sulle preoccupazioni e le necessità» dei cittadini. Si tratta di sfide che per la loro natura vanno inevitabilmente oltre i confini dei singoli Paesi, passando per soluzioni europee. «In questa ottica oggi le priorità includono i campi delle migrazioni, della sicurezza e della difesa». La seconda linea di azione indicata da Draghi è quella del ripristino della fiducia reciproca tra Paesi, necessario se si vuole ipotizzare più integrazione. E questo non può che passare dal pieno rispetto delle regole concordate sui conti pubblici. Secondo Draghi contengono già «tanta flessibilità».

Il problema delle banche europee
Dove non ci sono margini è necessario lavorare sulla composizione della spesa in modo da favorire il più possibile la rimozione degli ostacoli alla crescita e all'occupazione. Infine, e qui siamo alla terza linea di azione, vanno «completati i progetti di integrazione avviati», ha detto Draghi, come l'Unione bancaria e il mercato unico dei capitali. Altrimenti «la nostra Unione resta vulnerabile», ha sottolineato il governatore centrale. Inoltre Draghi, che ha colto l'occasione dell'audizione per rendere omaggio a Carlo Azeglio Ciampi, è nuovamente intervenuto sul tema delle banche. Ma si è rifiutato di commentare il caso della tedesca Deutsche Bank, che ha toccato il nuovo minimo storico ed è stata di nuovo bersagliata di vendite dopo indiscrezioni di stampa secondo cui il governo tedesco avrebbe escluso di elargire aiuti di Stato. In generale, secondo Draghi, nelle banche europee c'è un problema di bassa redditività legato anche all'eccessivo sviluppo del settore «overbanking».

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