27 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Lavoratori precoci

Pensioni, tutto quello che c'è da sapere sull'ipotesi dei «mini-bonus»

Il governo sta lavorando all'ipotesi dei «mini-bonus» da riconoscere ai lavoratori precoci. La manovra potrebbe riguardare oltre 4 milioni di persone, ma i costi dell'operazione in tal caso sarebbero troppo elevati. Ecco cosa bolle in pentola

Il governo sta lavorando all'ipotesi dei «mini-bonus» per i lavoratori precoci.
Il governo sta lavorando all'ipotesi dei «mini-bonus» per i lavoratori precoci. ( Shutterstock )

ROMA – Nel piano pensioni del governo Renzi spunta anche l'ipotesi dei mini-bonus da riconoscere ai lavoratori precoci. In questa categoria di lavoratori rientrano coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni e la platea coinvolgerebbe oltre 4 milioni di persone. Ecco a quali soluzioni starebbe pensando dell'Esecutivo.

Al vaglio del Governo l'ipotesi mini-bonus
Il piano del governo Renzi per le pensioni è quasi pronto e aspetta di essere inserito nella prossima Legge di Stabilità. Il pacchetto previdenza costerà allo Stato circa due miliardi di euro e prevede almeno sette misure tutt'ora allo studio dell'Esecutivo. Tra queste, che vanno dall'Ape al «cumulo» dei contributi passando anche per l'aumento della quattordicesima, c'è anche l'ipotesi dei mini-bonus da riconoscere ai lavoratori precoci.

Chi sono i lavoratori precoci
A questa categoria di lavoratori appartengono coloro che hanno iniziato ad avere una contribuzione continuativa prima dei 18 anni. Il bonus consisterebbe in una «contribuzione figurativa a carico dello Stato per ogni anno di lavoro pieno» effettuato al di sotto della maggiore età. In questo modo, i lavoratori precoci potrebbero superare la soglia dei 41 anni di contributi prevista per ottenere l'anticipo pensionistico.

41 anni di contributi per accedere all'Ape
Come riportano Davide Colombo e Marco Rogari su Il Sole 24 ore, le cifre diffuse da Palazzo Chigi raccontano di una potenziale platea di circa 4 milioni di lavoratori precoci che potrebbe essere interessata alla manovra. Tuttavia, secondo il Governo, coloro che hanno già 41 anni di contributi (quelli necessari appunto per l'anticipo pensionistico) sarebbero soltanto 80 mila. I sindacati contestano le stime e attendono l'appuntamento del 21 settembre prossimo per confrontarsi nuovamente con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini.

Il costo dell'operazione
Nell'attesa che governo e sindacati raggiungano l'accordo, vale però la pena di sottolineare il fatto che il «bonus» disposto dall'Esecutivo non sarebbe in ogni caso a costo zero. L'operazione «mini-bonus» graverebbe sulle casse dello Stato per un ammontare che oscilla da 1,2 miliardi di euro ai 3 miliardi di euro. Per questa ragione il governo sta pensando di garantire il beneficio in questione solo ad un ristretto gruppo di lavoratori precoci, in base ai requisiti anagrafici o alle tipologie di lavoro. In tale caso avrebbero la precedenza coloro che hanno svolto fin da minorenni lavori «usuranti».