17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Bailin o bailout?

Banche, per salvare Mps il fondo Atlante 2 userà i soldi dei pensionati

Il Governo chiama e l'Adepp risponde con un obolo da 500 milioni di euro per Atlante. Ma il malumore dei professionisti delle Casse di previdenza inizia a farsi sentire e l'approvazione da parte dei Cda non è scontata

ROMA – La decisione dell'Adepp di stanziare 500 milioni di euro per rimpinguare le casse di Atlante e salvare il Monte dei Paschi sta creando molte tensioni e generando diversi malumori tra i professionisti coinvolti. Le Casse di previdenza, infatti, non vedono tutte di buon occhio questo tipo di investimento, che non è privo di rischi e presenta non poche criticità. Ecco cosa sta succedendo.

Il Governo chiama e l'Adepp risponde
Per salvare il Monte dei Paschi è stato predisposto un piano da 5 miliardi di euro che prevede una maxi cartolarizzazione per smaltire circa 10 miliardi di sofferenze bancarie in pancia all'istituto senese. Ma perché l'operazione abbia successo è indispensabile l'intervento di Atlante, il salvagente finanziario creato ad hoc dal Tesoro e affidato alla gestione della Quaestio sgr per disinnescare la bomba-Mps. E Atlante ha bisogno di (tanta) liquidità per fare il suo lavoro. Da qui l'indicazione tutta politica all'Associazione degli Enti previdenziali privati affinché si spenda per una «giusta» causa.

Il malumore dei professionisti delle Casse di previdenza
E la risposta dell'Adepp alla chiamata dell'Esecutivo è arrivata di buonora lunedì scorso, quando le Casse hanno annunciato l'intenzione di versare un obolo da 500 milioni di euro per rimpinguare le risorse di Atlante. Nello stringato comunicato si legge testualmente: «le casse sono disposte a investire nel nuovo veicolo che dovrebbe rilevare i crediti deteriorati delle banche in crisi, a partire da MPS». Si tratta, tuttavia, solo di un consenso in via preventiva, perché per procedere con l'operazione serve comunque il via libera ufficiale da parte dei rispettivi Cda. E non è affatto detto che sia facile ottenerlo. Molti professionisti delle Casse previdenziali, infatti, hanno iniziato a manifestare evidenti segnali di malumore e contrarietà.

L'opposizione dei commercialisti
Innanzitutto si sono fatti avanti i commercialisti dell'Anc, che hanno inviato una missiva direttamente al premier Matteo Renzi per comunicare il loro disappunto. Come riporta Gianluca Zapponini nell'articolo pubblicato su Formiche.net, l'Associazione nazionale dei commercialisti avrebbe sottolineato con veemenza che gli enti previdenziali «non sono mucche da mungere» per risolvere i problemi delle banche. E i commercialisti non sono i soli a nutrire delle perplessità sull'investimento nel fondo Atlante. Anche molti medici non vedono di buon occhio la decisione dell'Adep e i chimici si sono spinti perfino oltre.

Le preoccupazioni dei chimici
Il presidente del Consiglio nazionale dei chimici, Nausicaa Orlandi, ha espresso «indubbia preoccupazione» per l'eventualità che «i montanti pensionistici possano subire delle perdite a causa di un'azione di supporto al sistema bancario italiano». Un'operazione della quale, peraltro, non sono neppure ancora noti i dettagli perché, come specifica la stessa Adepp nel suo comunicato di lunedì scorso, non è stata fornita «nessuna specifica tecnica in grado di spiegare bene il funzionamento del tutto». Non sorprende quindi che le Casse di previdenza siano preoccupate per il buon esito di un investimento che rischia di trasformarsi in una tassa per la sopravvivenza di Mps, pagata con i soldi dei contribuenti.

Bailin o bailout?
Le prospettive di ritorno, infatti, sono fumose e difficili da prevedere. Inoltre, vale la pena sottolineare un'altra questione di rilevanza cruciale agli occhi di Bruxelles. Le regole comunitarie vietano il ricordo al bailout, cioè gli aiuti di Stato, nel salvataggio degli istituti di credito in difficoltà. Ma le Casse previdenziali sono prevalentemente pubbliche e quindi, in questo caso, è difficile capire dove sia il confine tra denaro pubblico e denaro privato. Se i soldi dell'Adepp verranno considerati denaro pubblico dalle autorità comunitarie non potranno essere utilizzati per finanziare Atlante e il piano di salvataggio per Mps salterà. Ma probabilmente l'UE chiuderà un occhio (o tutti e due) di fronte a un problema che ha le dimensioni di un sassolino a confronto della montagna rappresentata dal pericolo della duplice bomba Monte dei Paschi-Deutsche Bank che rischia di esplodere da un momento all'altro nel cuore dell'Europa. E, investimento rischioso o no, alle Casse previdenziali non resterà nient'altro da fare se non ingoiare una pillola (molto) amara per la salvezza di Mps, per la stabilità economico-politica del paese e la sopravvivenza di tutta l'Unione Europa.