31 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
balzo in avanti dello yen sul dollaro

Fed e Boj prendono tempo, ma la Borsa di Tokyo precipita e trascina giù anche Piazza Affari

La Boj ha deciso di seguire la scia della Fed, ma il Giappone rischia la deflazione. Le conseguenze sulla Borsa di Tokyo non si sono fatte attendere, interessando anche i mercati europei

ROMA - Balzo in avanti dello yen e scivolone della Borsa in Giappone, dopo che la Banca centrale nipponica si è astenuta dal varare nuovi potenziamenti degli stimoli monetari, sulla scia dell'inattività perseguita poche ore prima dalla Federal Reserve. Ecco le conseguenze sui mercati finanziari.

La Boj segue la scia della Fed
La BoJ ha deciso di aspettare, così come la Fed appena qualche ora prima. L'immobilismo nipponico potrebbe infatti essere legato alla linea intrapresa dalla Federal Reserve, che ha optato per un rinvio dell'innalzamento dei tassi dopo un'attenta analisi dei dati marcroeconomici. Una scelta attendista, che tuttavia lascia supporre un intervento imminente e che potrebbe indurre anche la controparte giapponese a fare altrettanto.

Il Giappone rischia la deflazione
Una cospicua quota di analisti si attendeva un intervento di qualche genere da parte della banca giapponese. Invece nulla, nonostante la revisione al ribasso delle stime di crescita economica, al più 1,2 per cento sull'anno fiscale 2016-2017, dal precedente più 1,5 per cento, e allo 0,5 per cento sull'inflazione dallo 0,8 per cento precedentemente pronosticato. Peraltro a marzo l'inflazione è ricaduta sotto zero in maniera più netta del previsto, con un meno 0,3 per cento dei prezzi su base annua, e il paese rischia la deflazione.

Le conseguenze sulla Borsa di Tokyo
L'inazione ha avuto immediate ripercussioni sui mercati finanziari. Lo yen è schizzato al rialzo, con il dollaro caduto di oltre il 3 per cento fin sotto quota 108 yen, e tornando così sui minimi da un anno e mezzo. Tokyo ha chiuso in ribasso del 3,61 per cento. Probabilmente la delusione dei mercati è legata all'assenza di provvedimenti proprio dopo questo valore particolarmente problematico del caro vita, che si accompagna a nuovi segnali di debolezza dell'economia reale.

E quelle sui mercati europei
La partita comunque non è chiusa, perché la Banca del Giappone ha ribadito di esser pronta a intervenire ove ciò si rendesse necessario. Come evidenzia Raffaele Ricciardi su La Repubblica, le due scelte di politica monetaria improntate all'immobilismo - quella della Fed prima e quella della BoJ dopo - sono state al centro della reazione dei mercati. Dopo il crollo della Borsa di Tokyo, il mancato aumento dell'espansione monetaria da parte della Banca del Giappone ha messo le ali allo yen al cambio col dollaro, facendo registrare la maggiore variazione giornaliera in 8 mesi. In Europa, invece, le borse hanno seguito la scia della debolezza asiatica. Londra cede lo 0,8%, Francoforte e Parigi arretrano dell'1% e a Milano il Ftse Mib recupera solo una parte delle perdite a -0,45%.