21 agosto 2019
Aggiornato 19:30
La BCE bacchetta l'Italia

Draghi richiama Renzi: «Proventi calo tassi vadano a taglio del debito»

L’Italia, come Belgio e Francia, dovrebbe usare i risparmi da minori interessi «per ridurre il deficit» anziché aumentare la spesa. Lo scrive la Bce nel suo bollettino, ricordando che Belgio e Italia hanno «elevati gap» nel consolidamento strutturale richiesto dalla regola del debito.

Matteo Renzi e Mario Draghi
Matteo Renzi e Mario Draghi ANSA

FRANCOFORTE - La Banca centrale europea ha esortato l'Italia e tutti i paesi con debiti elevati, ad usare le risorse dovute ai minori costi sugli interessi per ridurre i debiti stessi, invece che per aumentare la spesa. Nel suo bollettino economico, l'istituzione avverte come «per due paesi, Belgio e Italia, si rileva un consistente ritardo nell'azione di risanamento necessaria ai fini della regola sul debito». In pratica viene effettuata una correzione del deficit meno forte di quella che sarebbe necessaria. Ritardo che però ha avuto il beneplacito della Commissione «poiché ha concluso che la deviazione è giustificata da fattori rilevanti» come la debolezzza economica e le riforme.

L'istituzione monetaria rileva però anche come «in molti paesi la spesa per interessi si sia collocata al di sotto di quanto inizialmente indicato nei bilanci di previsione». E «anziché impiegare i risparmi per accelerare l'aggiustamento del disavanzo, diversi Stati hanno aumentato la spesa primaria (ovvero la spesa pubblica al netto degli interessi) rispetto ai piani originari. Si consiglia dunque ai paesi che registrano un elevato rapporto tra debito delle amministrazioni pubbliche e Pil», ovvero Belgio, Francia, Italia, Irlanda e Portogallo «di utilizzare eventuali disponibilità straordinarie, connesse a una spesa per interessi inferiore alle attese, per la riduzione del disavanzo».

La Bce ha poi pubblicato uno studio dal quale emerge che proprio l'Italia è il paese ad aver speso meno durante la crisi sugli aiuti alle banche. Anzi, è l'unico caso in sommando tutto si ottiene un saldo negativo: in pratica in Italia gli aiuti alla Finanza hanno finito per generare entrate. Questo mentre proprio la Penisola ancora non ottiene il via libera dell'Ue su una «bad bank», che consenta di alleggerire le banche dai crediti deteriorati. Anzi, si è sentita dire che sarebbe meglio farla senza aiuti pubblici.

Guardando infine al quadro economico generale, la Bce ha parlato dell'emergere di «nuovi rischi al ribasso su crescita e inflazione» dell'area euro. Pesa la frenata delle economie emergenti, che indebolisce l'export, assieme ai cali di petrolio e materie prime. Ma l'istituzione monetaria ha ribadito che ove fosse necessario, la sua manovra di stimoli all'economia (Qe) dispone della sufficiente flessibilità per essere rafforzata. Il tutto mentre l'attenzione dei mercati è focalizzata oltre atlantico, sulle imminenti decisioni sui tassi di interesse Usa della Fed.

(con fonte Askanews)