29 novembre 2020
Aggiornato 11:30
Le risorse arriveranno dalla spending review e dalla lotta all'evasione fiscale

L.Stabilità, Morando: «Il governo lavora a una manovra da 25 miliardi»

Il viceministro dell'Economia ha rilasciato un'intervista ad affariitaliani.it

ROMA (askanews) - Il governo sta lavorando ad una manovra «attorno a 25 miliardi di euro, poi potrebbe essere di più se si decide di fare di più. Ma attorno a 25 miliardi sarà necessario arrivare». Lo ha confermato il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, in un'intervista ad affaritaliani.it

Morando: Dobbiamo fare le riforme
Le coperture «derivano da fonti diverse a seconda di quale sia la spesa che si vuole fare. Se si vogliono ridurre le tasse, una quota delle coperture - per quella parte della manovra, cioè dei 25 miliardi finalizzati a ridurre la pressione fiscale - verrà dalla revisione della spesa. Una quota potrà venire, nel caso della riduzione della pressione fiscale e non per altri oneri finanziari, anche da un risultato migliore nel contrasto all'evasione fiscale. Poi ci sono i margini consentiti già sulla base degli accordi che sono stati conseguiti con l'Unione europea per la cosiddetta clausola delle riforme. Riforme - spiega Morando - che naturalmente bisogna fare e bisogna portare a pieno compimento, se si vuole che quella clausola continui ad operare».

Serve più flessibilità
«Ovviamente ognuna di queste fonti di copertura può essere specificatamente applicata ad una certa soluzione di spesa e non a tutte. E quindi bisogna fare un quadro unitario prima di poter dire specificatamente ad ognuna di queste fonti quanto si associa", spiega ancora Morando. Sull'ipotesi di maggiori margini di manovra dall'Ue, Morando ha osservato che è interesse dell'Europa «sostenere la crescita molto gracile che c'è in tutta Europa e per questa ragione ritengo che sia ragionevole usare tutti i margini di flessibilità previsti dalla recente comunicazione della Commissione europea sull'esercizio della vigilanza sui bilanci pubblici nei singoli stati. Quindi la risposta è sì». E ha aggiunto: «Come vediamo le posizioni sono assai articolate e anche questo cliché della Merkel severa e cattiva è un cliché che descrive la realtà solo per percentuali abbastanza basse».