9 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
La Camera approva il Ddl sulla scuola

Scuola, la Cgil avvisa il Governo: «La partita non è chiusa»

Così Gianna Fracassi, segretario confederale del sindacato di corso d'Italia, commenta l'approvazione definitiva da parte della Camera del Ddl sulla scuola: «Restano elementi di criticità, Governo arrogante». Rete Studenti: «Approvata la Buona scuola contro gli studenti»

ROMA (askanews) - «La partita non è chiusa: permangono gli elementi di criticità che la Cgil contesta sin dai primi passaggi parlamentari, per questo rilanceremo la discussione e le iniziative sui temi della scuola». Così Gianna Fracassi, segretario confederale del sindacato di corso d'Italia, commenta l'approvazione definitiva da parte della Camera del Ddl sulla scuola.
«La legge non solo dimostra l'arroganza di un Governo che non ha mai avuto intenzione di ascoltare davvero chi nelle aule lavora tutti i giorni, dietro la cattedra o dietro i banchi - prosegue - ma non risponde alle esigenze di cambiamento della scuola italiana». La dirigente sindacale contesta la legge sia nel metodo che nel merito. Per quanto riguarda il primo sostiene che «al di là delle dichiarazioni, è stata scelta una strada di chiusura e contrapposizione, partita da un finto confronto e da una finta consultazione e passata per l'apposizione della fiducia in Senato».

Restano elementi di criticità, Governo arrogante
Sul merito «nessuna delle richieste avanzate in questi mesi dal mondo della scuola è stata presa in considerazione: lotta alle disuguaglianze e alla dispersione, diritto allo studio, piano pluriennale di assunzioni e superamento dei nodi sull'organico e sulla dirigenza non rientrano nel testo della legge». Per Fracassi particolarmente grave è poi «la sorta di ricatto con cui si è voluto contrapporre la stabilizzazione di parte del personale con un confronto parlamentare pienamente democratico».
«Permangono tutti gli elementi di criticità che abbiamo denunciato», ribadisce il segretario confederale della Cgil, secondo cui «i passaggi in commissione e in aula non hanno portato a modifiche sufficienti a evitare le inefficienze e l'arretramento che le norme approvate oggi produrranno. Per questo la partita non è chiusa, rilanceremo la discussione e le iniziative, e - conclude - non rinunceremo alla battaglia per qualificare realmente il nostro sistema di istruzione e dare una chance in più al nostro Paese».

Rete Studenti, approvata la Buona scuola contro gli studenti
Poco fa è stata approvata la Buona Scuola alla Camera, è quindi diventata legge, pur se fra proteste e mobilitazioni.
«Non possiamo permettere che la scuola pubblica venga distrutta e smantellata pezzo dopo pezzo - dichiara in una nota Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi - fin da settembre abbiamo contestato il provvedimento e portato avanti le nostre proposte, come molti altri soggetti di riferimento del mondo della scuola, senza essere stati ascoltati minimamente. Dopo il 10 ottobre, prima data di mobilitazione autunnale studentesca, fino ad arrivare alla grandissima manifestazione del 5 maggio in cui tutto il mondo della scuola è sceso in piazza per contrastare questo provvedimento».
Conclude il portavoce: «Dopo l'approvazione di oggi rilanciamo ancora una volta grandi mobilitazioni degli studenti fino a quando le cose non cambieranno. A partire dal primo giorno di scuola, che sarà solo la data iniziale di un autunno denso di mobilitazioni studentesche. Gli studenti non accetteranno una scuola azienda, antidemocratica, privatizzata ed escludente piuttosto che inclusiva. Non ci fermeremo fino a quando la scuola non sarà buona per davvero».