10 luglio 2020
Aggiornato 01:30
Mercoledì si incontrano Tsipras e Juncker

Grecia, l'ultima chance per Atene e Bruxelles

Dopo l'incontro tra Yanis Varoufakis e Wolfgang Schaeuble, c'é grande attesa per la riunione di mercoledì prossimo tra il premier greco e il presidente della Commissione Ue. Ma l'ipotesi "Grexit" per la maggior parte dei greci è già realtà.

ROMA – Dopo i colloqui tra il ministro delle fianze greco, Yanis Varoufakis, e il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, il tempo stringe. Lo ricorda Angela Merkel, che invita tutti a lavorare duramente. Soprattutto, non ha più tempo la Grecia: perché nel paese la Grexit è già cominciata da un pezzo.

Giugno è l’ultima chance
In Eurolandia sono tempi difficili. L’accordo tra Atene e Bruxelles continua a essere rimandato, ma è essenziale per la tenuta dell’Eurozona. La fine di giugno è l’ultima chance per tutti, e il pressing arriva direttamente dal presidente francese Francois Hollande, secondo il quale occorre affrettarsi a concludere le trattative. Ancora una volta, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato di non voler pensare all’ipotesi del Grexit, ma ha anche precisato:  «questo non vuol dire che cercherò di far uscire un coniglio dal cilindro. Vorrei avere la proposta greca per tempo.» Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, però punta il dito contro i creditori di Atene, sostenendo di nuovo che le proposte avanzate fin qui erano inaccettabili, e palesemente presentate allo scopo di far fallire il negoziato.

L’ «amicizia» tra Tsipras è Juncker è a dura prova
 Un altro incontro tra Alexis Tsipras e Jean-Claude Juncker è previsto per mercoledì prossimo, alla presenza di Francois Hollande e Angela Merkel, a Bruxelles. Il presidente della Commissione Ue ha fatto presente che il leader di Syriza non ha ancora presentato alcuna proposta seria, ed ha aggiunto:  «Non è una questione personale, non ho problemi con lui», gli sono «amico» ma «per mantenere un'amicizia bisogna rispettare regole minime». Per tutta risposta il governo greco ha fatto sapere che è ben disposto a scendere a compromessi per venire incontro alle esigenze dei creditori. A riferirlo è il portavoce di Alexis Tsipras, Gabriel Sakellaridis: «Sicuramente la nostra proposta è il punto di partenza, ma siamo aperti a soluzioni che soddisfino entrambe le parti». Il tempo stringe, ma a farne le spese è soprattutto il popolo greco.

Il «Grexit» nel Peloponneso è già realtà
Il pericolo del Grexit, infatti, è già realtà nei confini del Peloponneso. Non si tratta dell’uscita dall’Eurozona, ma della fuga dalla Grecia da parte di cittadini, lavoratori e capitali. Atene, dall’inizio della crisi ad oggi, ha già perso più di 200mila professionisti: un’emorragia di giovani trentenni che ha lasciato la propria terra in cerca di un lavoro. I giovani greci scappano in Germania, soprattutto, e nel Regno Unito. A Berlino e dintorni cercano medici, mentre in Inghilterra c’è più spazio per gli economisti. Un’indagine di Endeavor Greece sostiene che il paese abbia brucato circa un milione di posti di lavoro negli ultimi sei anni: in particolare, sono stati duramente colpiti proprio i giovani, perché circa il 55% di questi era destinato proprio a quegli under 35 ora in viaggio verso gli altri paesi comunitari in cerca di un futuro migliore. Il prolungarsi delle trattative è deleterio in primis per la Grecia e la sua popolazione.