13 luglio 2024
Aggiornato 19:30
Uno studio americano offre un quadro molto interessante

Rinnovabili e nucleare a confronto: chi vincerà?

Se si considerano il potenziale e i ritmi di crescita, non c'è dubbio che almeno per i prossimi dieci anni sceglieremo le rinnovabili. Solare, termico, eolico, fotovoltaico, biomasse saranno le fonti più sfruttate. Ma molti continuano a credere nel nucleare

NEW YORK - Se si considerano il potenziale e i ritmi di crescita, non c'è dubbio che almeno per i prossimi dieci anni sceglieremo le rinnovabili. Solare, termico, eolico, fotovoltaico, biomasse saranno le fonti più sfruttate assieme a biogas, geotermico e forse anche un po' di energia derivante dalle maree. I progressi nelle tecnologie di stoccaggio e le riduzioni di prezzo permetteranno di eliminare le preoccupazioni collegate oggi ai rischi di intermittenza di alcune fonti alternative. Tuttavia, quando si considera una transizione dall'energia derivata da combustibili fossili, anche il nucleare, nonostante tutte le (più che legittime) perplessità, è una possibilità. Insomma: è probabile che ci troveremo a discutere cosa è meglio tra atomo e energia pulita.

CINA DA RECORD - Un'analisi interessante viene fatta da Tom DeRosa su renewableenergyworld.com. De Rosa, fondatore del Renewable Search Group, spiega come le città e le nazioni stanno rapidamente installando fonti di energia rinnovabili di piccole e grandi dimensioni e nuove tecnologie di stoccaggio. Anche la Cina, attualmente il Paese con la politica nucleare più aggressiva, ha spinto per una maggiore capacità di energia eolica e solare rispetto al nucleare. Solo lo scorso anno, Pechino ha aggiunto 20,72 GW di eolico e 28 GW di energia solare, superando i cinque nuovi impianti nucleari. La Cina è solo un esempio di come gli impianti che sfruttano il vento e l'energia solare possono essere costruiti rapidamente. Se il colosso asiatico completerà le 28 centrali nucleari in programma – molte sono in ritardo – con una capacità aggiuntiva di 34 GW, avrà più energia dal vento e dal sole nello stesso lasso di tempo.

IL CASO USA - Sempre considerando i prossimi dieci anni, negli Stati Uniti le cinque centrali nucleari previste stanno subendo rallentamenti notevoli, che si traducono in sprechi di miliardi di dollari, ben oltre il budget a disposizione. Se e quando saranno terminate, spiega DeRosa, saranno in grado di generare 5,1 GW, mentre le energie rinnovabili potrebbero arrivare addirittura a 131 GW. Dando un'occhiata alle rinnovabili negli Usa negli ultimi 10 anni e nei prossimi 10, questo è il quadro:

Ultimi 10 anni in USA (output):

55 GW vento (22 GW)

17 GW solare (3,5 GW)

10 GW fotovoltaico e solare (2,5 GW)

15 GW biomasse e biogas (12 GW)

3 GW geotermico (2,5)

Totale fonti rinnovabili: 100 GW (42,5 GW)

Totale nucleare: incremento marginale dagli impianti esistenti
 

Prossimi 10 anni in USA:

130 GW vento (52 GW)

75 GW solare fotovoltaico sul tetto (15 GW)

35 GW fotovoltaico utilità e solare termico (9 GW)

60 GW biomasse e biogas (51 GW)

5 GW geotermica (4 GW)

Totale fonti rinnovabili: 305 GW (131 GW)

Totale nucleare: 5,6 GW (5,1 GW)

PROIEZIONE "RESTRITTIVA" - Nei prossimi 10 anni, le rinnovabili raggiungeranno una potenza pari a quella di oltre 100 reattori nucleari. Va tenuto comunque presente che la proiezione formulata da DeRosa è in senso «restrittivo»: tanto per capirci, la stima di 131 GW di produzione da fonti rinnovabili è circa la metà della stima – altrettanto plausibile ma assai più ottimistica – di 254 GW generata grazie a politiche ambientali più green. Qual è dunque il motivo per cui le rinnovabili crescono più velocemente del nucleare, anche in luoghi come la Cina dove si sta costruendo il maggior numero di reattori nucleari? Semplice: l'energia dall'atomo richiede più tempo per essere ottenuta e costa di più. Le centrali nucleari oggi sono molto più complesse di quelle costruite decenni fa. Negli Stati Uniti, ad esempio, la costruzione del reattore Vogtle è in ritardo di ben tre anni e ha superato già di 2 miliardi di dollari il budget previsto. Questo ritardo e lo sforamento di bilancio finora sono costati ai contribuenti della Georgia 14 dollari in più al mese sulla bolletta elettrica.

COSA MANCA NEL CALCOLO DEL NUCLEARE - Da tenere presente anche che quando si calcola il costo dell'energia non si considera mai il costo di disattivazione di un impianto nucleare, il che rappresenta un grande problema perché questo costo si aggira attorno al miliardo di dollari. Poi, ci sono costi in più nel tempo, legati allo smaltimento delle scorie nucleari ad esempio. Al momento sono già stati previsti 900 milioni dollari come costi di smantellamento, e questa cifra è destinata ad aumentare i deficit attuali nell'ordine delle decine di miliardi di dollari. Infine, non sono inclusi gli eventuali costi di pulizia di un incidente nucleare. Il governo del Giappone ha già speso oltre 100 miliardi di dollari in lavori di sgombero legati a Fukushima ed è previsto che la cifra supererà i 300 miliardi di dollari.