20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Oggi si riunisce il Consiglio direttivo della BCE: euro in ribasso

In attesa di Draghi, l'ABI chiede regole certe in UE

Cambio di rotta con l'euro di nuovo in calo sul mercato dei cambi, sempre vicino ai minimi da 12 anni sul dollaro in attesa degli esiti del Consiglio direttivo della Bce. Misure concrete dall'istituzione di Francoforte non sono attese, ma l'Abi chiede regole certe per le banche dell'Eurozona.

ROMA (askanews) -  Cambio di rotta con l'euro di nuovo in calo sul mercato dei cambi, sempre vicino ai minimi da 12 anni sul dollaro in attesa degli esiti del Consiglio direttivo della Bce. Misure concrete dall'istituzione di Francoforte non sono attese, semmai operatori di mercati e analisti cercheranno di cogliere qualunque segnale da parte del presidente Mario Draghi, nella conferenza esplicativa delle 14 e 30, che potrebbe avere implicazioni per il maxi programma di acquisti di titoli di Stato.

Prosegue il QE, ma l'euro è ai minimi storici da 12 anni
La manovra da 60 miliardi di euro al mese (inclusi alcuni bond bancari) dovrebbe andare avanti fino al settembre del 2016, e in questo modo la sua mole complessiva dovrebbe superare la fatidica soglia dei 1.000 miliardi di euro. Questo è il principale fattore alla base dei cali dell'euro degli ultimi mesi. A tarda mattina la valuta condivisa si attesta a 1,0594 dollari, laddove nelle ore precedenti era risalita fino a 1,0667 dollari. Le decisioni ufficiali sui tassi verranno comunicate alle 13 e 45.

Patuelli (Abi): In Ue servono regole chiare per le banche
Basta con il terremoto normativo, le banche hanno bisogno di certezze di regole ed uguaglianza. A dirlo è il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, in merito alle indiscrezioni di una possibile stretta sul capitale in arrivo per le banche da parte della Bce. «È un terremoto di natura normativa che può essere congenito alla fase di avviamento dell'unione bancaria europea ma - ha dichiarato Patuelli - dato che sono già sei mesi che l'unione bancaria è nata bisogna assestare le norme. Non è che possiamo sempre immaginare un terremoto, le banche in Europa devono poter aver la certezza del diritto per programmare le necessità almeno a 5-10 anni del fabbisogno prospettico di elementi di riserva patrimoniale. E' bene - ha concluso Patuelli - avere una piena certezza ed eguaglianza di regole in tutta Europa».