20 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
La ricerca dell'Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna in collaborazione con FERA

Eolico, lo studio sugli uccelli dice quanto fa bene all'ambiente

Gli esperti hanno studiato gli effetti dell’eolico su questi uccelli perché sono ottimi indicatori ecologici: grazie alla loro elevata mobilità, rispondono in modo rapido a cambiamenti ambientali significativi

CAIRO MONTENOTTE - Direte voi: che c'entrano i passeriformi nidificanti con l'eolico? C'entrano. È proprio su questa categoria di volatili che si è concentrata la ricerca dell'Osservatorio Nazionale Eolico e Fauna in collaborazione con gli esperti ambientali di FERA - Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative, società che opera dal 2001 nel settore delle rinnovabili. Ebbene, gli esperti hanno studiato gli effetti dell’eolico su questi uccelli perché sono ottimi indicatori ecologici: infatti, comprendono un numero elevato di specie, tutte di facile contattabilità e presenti in gran parte degli ambienti. Grazie alla loro elevata mobilità, rispondono in modo rapido a cambiamenti ambientali significativi, quindi sono in grado di restituire una fotografia realistica dello stato di salute del territorio. L’indagine è stata condotta in un’area pilota, l’area vasta che circonda il parco eolico Valbormida, realizzato da FERA in Liguria a Cairo Montenotte.

L'OSSERVATORIO NAZIONALE EOLICO E FAUNA - L’Osservatorio, istituito dall’Anev-Associazione Nazionale Energia del Vento, Legambiente e dall’Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, si propone di ampliare le conoscenze scientifiche sul tema del rapporto tra produzione di energia elettrica da fonte eolica e popolazioni ornitiche e di chirotterofauna, al fine di tutelare l’ambiente e promuovere uno sviluppo di impianti eolici sul territorio italiano che sia attento alla conservazione della biodiversità.

LO STUDIO - Per lo studio, dal titolo «Assessing population trends of breeding passerines» pubblicato su Renewable Energy, sono stati confrontati su basi statistiche l’andamento delle popolazioni dei passeriformi che nidificano in corrispondenza dell’impianto eolico con l’andamento nazionale delle stesse specie, nello stesso periodo di otto anni. Lo studio ha dimostrato che solo la fase di costruzione dell’impianto è in grado di determinare cambiamenti nello stile di vita di alcune specie passeriformi nidificanti. Una volta concluso il cantiere, gli uccelli riprendono a nidificare stabilmente nell’area dell’impianto eolico e nell’area vasta che lo circonda, senza alcuna alterazione in termini di popolosità rispetto agli anni che hanno preceduto l’avvio del cantiere.

IL RITORNO DEL BIANCONE - Lo studio dell’area vasta di Valbormida conferma quanto rilevato anche negli altri siti eolici di FERA, analizzando sia i passeriformi, sia altre specie nidificanti. Per esempio, nel sito del parco eolico Cinque Stelle (Stella, Savona) una volta chiuso il cantiere è ricomparso il Biancone, rapace assente da anni, che ha ripreso a nidificare nell’area vasta con successo riproduttivo.

ARMONIZZARE GLI IMPIANTI CON L'AMBIENTE - «FERA ha applicato il medesimo protocollo di monitoraggio su tutti i parchi eolici costruiti in Liguria», ha detto Cesare Fera, Presidente di FERA. «Lo studio della biodiversità e l’armonizzazione dell’impianto con tutti gli aspetti naturalistici del sito di installazione sono parte fondamentale della nostra progettazione. Non solo perché richiesto dalle procedure autorizzative, ma soprattutto per il nostro impegno per la sostenibilità, in coerenza con la missione dell’azienda».