20 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Nel 2015 il costo degli incentivi raggiungerà il picco di 1,4 miliardi

Dall'eolico possibili risparmi in bolletta per 2 miliardi entro il 2021

Secondo uno studio condotto da eLeMeNS e promosso dall'Associazione nazionale energia del vento (Anev), il settore smetterà di incidere negativamente sulle tasche degli italiani e tra il 2015 e il 2035 porterà benefici netti tra i 2,95 e i 4,06 miliardi di euro.

ROMA – Entro sei anni potremmo risparmiare 2 miliardi in bolletta (grazie alla riduzione della componente A3), se continueremo a realizzare nuove aste e registri per gli impianti eolici. Questo il dato principale dello studio, «Costi e benefici dell'eolico» condotto da eLeMeNS e promosso dall'Associazione nazionale energia del vento (Anev).

DA COSTO A BENEFICIO - Nel rapporto viene sottolineato che da quando esistono gli incentivi alle energie rinnovabili (2002-2013), che vengono scaricati alla comunità in bolletta, l'eolico è costato 5,16 miliardi di euro ai quali però bisogna sottrarre 740 milioni di riduzione del Prezzo unitario nazionale dell'energia (Pun), altri 820 di gettito fiscale e 340 milioni per le misure compensative. A conti fatti quindi il «peso» dell'eolico per gli italiani è stato di 3,26 miliardi. Per quanto riguarda il futuro invece, secondo lo studio l'eolico smetterà di incidere negativamente sulle tasche degli italiani e tra il 2015 e il 2035 porterà benefici netti tra i 2,95 e i 4,06 miliardi di euro. Il costo di incentivazione infatti viene stimato tra i 13,80 e i 14,95 miliardi, ai quali bisogna sottrarne dai 13,05 ai 15,09 di riduzione del Pun, altri 2,61-2,76 di gettito fiscale e tra l'1,09-1,17 di misure compensative. L'anno in cui i costi saranno inferiori ai benefici è fissato per il 2023. Nel documento comunque viene ricordato che si tratta di stime e che il dato che è più difficile da prevedere è il Pun, perché il prezzo dell'energia nasce dall'incontro di domanda e offerta nella Borsa elettrica italiana. A riguardo i ricercatori hanno spiegato che se la riduzione del Pun dovuta dall'eolico dovesse essere inferiore del 25 per cento di quanto stimato, «i benefici complessivi compenserebbero comunque i costi di incentivazione».

NECESSARIO CAMBIARE LE REGOLE - Nello studio poi viene rimarcato il fatto che il meccanismo di assegnazione della tariffa incentivante attraverso le procedure competitive introdotte (Decreto ministeriale 6 Luglio 2012), «pur minimizzando il costo di incentivazione, non sembra essersi rivelato efficace nel garantire il commitment dei vincitori delle aste nella effettiva realizzazione dell’impianto». Per risolvere questa problematica viene proposto di «adottare nuovi contingenti di incentivazione da assegnare attraverso nuove aste, rivedendo al contempo alcune ground rules delle procedure». Anche l'Anev è di questo avviso, augurandosi un pronto intervento del ministero dello Sviluppo economico per disciplinare l’adozione dei nuovi meccanismi per il periodo 2016-2020 e definendo i contingenti annuali e le relative procedure di selezione dei progetti. «L’adozione dei nuovi contingenti per l’eolico risulta oltremodo opportuna in quanto i benefici connessi alla realizzazione dei nuovi impianti (riduzione del prezzo elettrico, gettito fiscale, benefici territoriali) risultano significativamente superiori rispetto ai costi di incentivazione previsti», è scritto in un comunicato stampa dell'associazione.

NEL 2015 PICCO DEGLI INCENTIVI - Nel 2015 il costo degli incentivi all'eolico raggiungerà il suo picco di 1,419 miliardi (meno di un quinto di quello pagato in bolletta per il fotovoltaico), contro gli 1,39 del 2014 e l'1,16 del 2013. Secondo le stime di eLeMeNS questa voce comincerà a scendere sin dal prossimo anno (1,403) per andare sotto il miliardo nel 2023 (825 milioni) e costare meno di 100 milioni nel 2028 (70).