16 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Sul podio idroelettrico, fotovoltaico e bioenergia

Sulle rinnovabili l'Italia batte la Germania

Nel 2013 Roma ha sorpassato Berlino (ma anche Francia e Regno unito) per energia da fonti pulite consumata e prodotta nello Stivale (33,9%), secondo il settimo rapporto Istat. Il dato è superiore alla media europea

ROMA – Nel 2013 l'Italia ha sorpassato la Germania (ma anche Francia e Regno unito) per energia da fonti rinnovabili consumata e prodotta nello Stivale. Secondo il settimo rapporto Istat, due anni fa il 33,9 per cento (+6,8% sul 2012) dell'elettricità utilizzata nel nostro Paese è arrivata da fonti pulite, un dato superiore alla media europea.

DA DOVE VIENE L'ENERGIA ITALIANA - Dai dati Terna invece si evince che a dare il maggior contributo è stato il comparto idroelettrico (16%), seguito dal fotovoltaico (6,5%), mentre al terzo posto si è piazzato quello delle bioenergie (5,2%). A seguire subito dopo l'eolico (4,5%), ed infine il geotermico (1,7%), che però viene sfruttato nella sola regione Toscana. Per quanto riguarda le fonti tradizionali, al primo posto si è piazzato il gas naturale (33,6%), secondi i combustibili solidi (13,7%) e terzo il petrolio (1,6%). Dal lato della produzione invece, rispetto al 2012 la produzione idrica è cresciuta del 25 per cento, quella fotovoltaica del 13,9 per cento e in fondo al podio si è piazzata la termica con l'11,5 per cento. Cresciuta considerevolmente anche quella eolica (+11,1%), più modestamente la geotermica (+1,3%)

L'ABBATTIMENTO DELLE EMISSIONI - Nonostante questi risultati quindi il Belpaese non si sta avvicinando di molto all'obbiettivo che si è posta per rispettare il protocollo di Kyoto (-6,5% di emissioni di anidride carbonica), riducendo la produzione di CO2 del 4,6 per cento. In termini assoluti le emissioni sono passate dai 519 milioni di tonnellate del 1990 ai 460 del 2012. A livello comunitario poi, secondo Eurostat, nel 2013 nell'Ue sono stati consumati l'equivalente di mille 666 milioni di tonnellate di petrolio, il 9,1 per cento in meno del picco di 1.832 milioni di tonnellate toccato nel 2006. L'istituto di statistica europeo ha sottolineato inoltre che l'Unione europea come insieme è dipendente dalle importazioni energetiche per poco più della metà (53%). Il rimanente, che nel 2013 ha equivalso a 790 milioni di tonnellate di greggio, è stato prodotto nei confini dell'Unione.

LA PRODUZIONE ENERGETICA IN UE - Gran parte dell'energia prodotta nel Vecchio continente è di provenienza nucleare, pari al 29 per cento. Le rinnovabili vengono subito dopo con il 24 per cento, seguite dai combustibili solidi con il 20 per cento. Quarta fonte è il gas (17%), quinto il petrolio (9%), mentre in fondo alla classifica troviamo gli inceneritori, che bruciando i rifiuti non riciclabili generano l'1 per cento dell'energia europea. L'Italia è uno dei Paesi che risultano maggiormente dipendenti dalle forniture estere per l'Energia, con un 76,9 per cento, anche se questa percentuale si sta riducendo (nel 2012 era l'81,3%).