22 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Il semestre italiano si chiude con una vittoria storica

Coldiretti: «No agli OGM, sì alla biodiversità»

Il semestre italiano si è concluso e Renzi ha portato a casa molti nulla di fatto, ma anche due importanti successi. Il primo sulla norma del riciclaggio comunitario, e il secondo con la riforma della normativa sugli OGM. Il Responsabile Ambiente della Coldiretti ha rilasciato un'intervista per DiariodelWeb.it, spiegando perché si tratta di una conquista per il Belpaese.

ROMA – Il semestre italiano si è concluso e Renzi – oltre alla superinflazionata parola «flessibilità» – ha portato a casa molti nulla di fatto, ma anche due importanti successi. Il primo sulla norma del riciclaggio comunitario, e il secondo con la riforma della normativa sugli OGM. Il Responsabile Ambiente della Coldiretti ha rilasciato un'intervista per DiariodelWeb.it, spiegando perché si tratta di una conquista così importante per l'Italia.

Il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha definito un grande successo il risultato ottenuto dal governo Renzi durante il semestre italiano, a proposito della nuova normativa sugli OGM: è così?
«Certamente, il semestre italiano ha portato a casa un risultato di enorme portata: finalmente l'Europa si confronta con delle aspettative plurali. E' inoltre una decisione che va al di là della singola questione degli OGM, perché impone una riflessione sul tipo di Europa che è in grado di affrontare questioni complesse nel rispetto delle prerogative nazionali. C'é un recupero anche dell'origine del modello agricolo, che guardava alla diversità sociostrutturale e alla diversa composizione della struttura europea. Questo spiega la ragione della portata storica di questa riforma.»

In cosa consiste esattamente la riforma portata a casa dal governo Renzi?
«Agli stati dell'UE ora è demandata una grande autonomia decisionale. Nella normativa è stato inserito, accanto al criterio ambientale e sanitario (già presenti), anche il criterio socioeconomico per la valutare della decisione di intraprendere una coltivazione con uno o più OGM.»

Perché è così importante in Italia la battaglia nei confronti degli OGM?
«Perché dobbiamo difendere il modello agricolo italiano, fatto di identità, qualità, diversità. La scelta degli OGM sarebbe condizionata da esigenze di omologazione e sleale concorrenza, col grave rischio di turbare le dinamiche dei nostri ecosistemi. Si tratta di difendere un tipo di modello di produzione agricola, messo a rischio dagli OGM, e che invece ci assicura molteplici primati mondiali in termini di prodotti O.G.P. e D.O.P. I nostri prodotti sono straordinari, perché naturali, e non dobbiamo abbandonare il sentiero della nostra qualità.»

Il commento di Realacci - Alle parole del Responsabile Ambiente della Coldiretti, si uniscono quelle di Ermete Realacci, presidente di Symbola: «Al di là di motivazioni di ordine ambientale e sanitario, la scelta Ogm è completamente sbagliata per l'Italia. Il futuro della nostra agricoltura non è certo legato agli organismi transgenici, ma alla qualità, al territorio, alle tipicità, alla tracciabilità dei nostri prodotti. L'agricoltura italiana è un settore da guinness, con i suoi 263 prodotti tipici, oltre un milione di ettari condotti con metodo biologico e un export che nel 2013 ha fatto segnare il record di 33 miliardi di euro. Un settore che è cresciuto nel segno della qualità, che da un contributo importante all'attrattività del Made in Italy nel mondo e che non può che svilupparsi ulteriormente scegliendo la via dell'eccellenza».