15 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Blocco di south stream

Per la Saipem è un niet da 2mld

Ancora nessuna comunicazione sull'interruzione del contratto, ma se la sospensione dell'intero progetto si rivelerà ben più di una minaccia, a subire le ripercussioni e le conseguenze finanziarie più gravi non sarà Eni - perché le forniture della Russia continueranno ad arrivare per altre vie - ma proprio Saipem.

ROMA - La gara internazionale per la costruzione della prima linea del gasdotto - che dalla costa russa della Crimea approderà (o sarebbe dovuta approdare) alla Bulgaria - è stata vinta da Saipem, la società di ingegneria controllata da Eni. Un contratto da due miliardi e 400 milioni per posare i tubi sul fondo del Mar Nero, a profondità mai raggiunte in precedenza. Se la sospensione dell'intero progetto si rivelerà ben più di una minaccia, a subire le ripercussione e le conseguenze finanziarie più gravi non sarà Eni - perché le forniture della Russia continueranno ad arrivare per altre vie - ma proprio Saipem.

ANCORA NESSUN COMUNICATO UFFICIALE - Saipem intanto ribadisce di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale sull'interruzione del contratto per South Stream, e che l'eventuale cancellazione è regolata contrattualmente. E' quanto rende noto la società dopo le indicazioni di ieri dalla Russia sullo stop al gasdotto.«Con riferimento al contratto per la realizzazione del gasdotto South Stream, - si legge nel comunicato - Saipem apprende dai media le dichiarazioni delle autorità russe e del presidente di Gazprom. Inoltre dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione di formale interruzione del contratto dal cliente South Stream Transport BV. L'attività operativa è pertanto in corso.»

ENI STRIZZA L'OCCHIO ALL'UE - A Eni, invece, Vladimir Putin potrebbe aver fatto un mezzo favore. Da tempo girano infatti voci insistenti sulla volontà di Descalzi - che ha preso il posto di Paolo Scaroni - di sfilarsi dall'avventura del Mar Nero per riallinearsi all'Ue dopo tanti anni trascorsi a dar l'immagine dell'alleata di Gazprom. Comunque non dovrebbero esserci problemi per quanto riguarda le forniture in Italia: c'é un contratto che assicura 20 miliardi di metri cubi sui 130 di approvvigionamenti totali del gruppo. Gli italiani possono dormire sonni tranquilli.