15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Sprofondo rossonero: quattro grosse delusioni, si salvano in due

Quarta sconfitta in sei partite per il nuovo Milan di Giampaolo, la sintesi di una crisi già gravissima. Deludono in nuovi, tranne Leao, uno dei migliori in cam

Video Serie A

DONNARUMMA - Pare non aver smaltito ancora le scorie della brutta prova di Torino e rischia il frittatone su Chiesa al 10’: fortunatamente per il Milan, il pallone deviato male da Gigio gli rimbalza sulla fronte prima di finire fuori. Si riscatta con una specie di miracolo dopo 60 secondi su Ribery, ma sul proseguimento dell’azione arriva il rigore per i viola che il portierone rossonero non riesce a ribattere. Nella ripresa è vittima dell’uragano viola a cui tenta comunque di mettere argine parando un rigore a Chiesa. 5,5

CALABRIA - È uno dei più lucidi del Milan nella prima complicatissima mezz’ora rossonera. Si arrabbia anche molto con Suso quando non lo serve dopo l’ennesima proiezione offensiva. Tanti sbagli però in fase di controllo di palla, a macchiare una prestazione altrimenti sufficiente. 5,5

MUSACCHIO - Non uno dei peggiori fino al 52’, quando abbatte Ribery a metà campo e si guadagna un rosso dopo un check al Var. In pratica la pietra tombale alle speranze di rimonta del Milan. 4

ROMAGNOLI - Ai giovani difensori mostrate la copertura di Romagnoli sul taglio di Ribery al 4’, un esempio di qualità e tempismo. Elegante ed imperioso nell’anticipo, scuote San Siro con una cavalcata conclusa con un sinistro dal limite fuori. Nella deprimente ripresa rossonera è l’unico che tenta di tenere in piedi la baracca, ovviamente senza riuscirci. 6

HERNANDEZ - Scomposto nell’intervento difensivo al limite dell’area che offre alla Fiorentina un’ottima opportunità al 9’, ma soprattutto impreciso negli appoggi e spesso incapace di tenere posizione. Va bene spingere con energia, ma il ruolo di terzino prevede che si sappia difendere e da questo punto di vista il buon Theo sembra alquanto carente. Rimedia perfino un tunnel di tacco da Chiesa che fa quello che vuole da quella parte. 4,5

KESSIÈ - Ci mette il fisico ma pare oggettivamente distratto. Nell’intervallo Giampaolo lo lascia negli spogliatoi. 5

BENNACER - Perde subito un brutto pallone al minuto 8’, ma l’errore più grave è al 12’ quando commette un fallo da rigore tanto ingenuo quanto inutile su Chiesa. Un pessimo inizio. Nella ripresa tenta un’improbabile redenzione fino al 69’ quando commette il suo secondo fallo da rigore. E pensare che per l’intera opinione pubblica il male assoluto del Milan era Biglia. 4

CALHANOGLU - Interessante il primo tentativo di verticalizzazione per Kessiè dopo un paio di minuti, neutralizzato da un ottimo intervento di Pezzella, ma la stupidaggine epocale che innesta la ripartenza viola da cui nasce il vantaggio toscano non ha giustificazioni. Non soddisfatto, regala anche il bis ai suoi tifosi che alla fine lo fischiano sonoramente. 4

SUSO - Tocca il primo pallone al 17’ e lo perde in dribbling, non proprio il massimo per uno deve riconquistare la fiducia dei tifosi. Si ridesta all’improvviso al 23’ con il suo solito mancino a giro che costringe Dragowski al grande intervento. Siamo alle solite, gioca poco e male ma alla fine l’uomo più pericoloso del Milan è sempre lui. Il segno evidente dei limiti rossoneri. 4,5

PIATEK - Sovrastato nettamente da Pezzella, ma è Caceres che lo abbatte al 31’ suscitando le proteste di San Siro per un fallo in area che è sembrato piuttosto evidente. Sbaglia un’infinità di appoggi anche elementari, prende tante botte e alla fine esce dopo l’espulsione di Musacchio che inguaia Giampaolo. 5

LEAO - Energia, sprint, freschezza e vitalità. Sulla fascia sinistra il giovane portoghese è una spina nel fianco della difesa viola, ma a volte sembra predicare nel deserto, come al 40’ quando arriva sul fondo e mette un pallone invitante in mezzo ma nessuno dei compagni lo segue. Quello che sembra mancare all’ex Lilla è proprio l’istinto da grande bomber, tanto che è il compagno di reparto Piatek ad invitarlo ad entrare in area sui cross invitanti di Suso. A risultato acquisito però si toglie una grande soddisfazione segnando un gol da predestinato. 6

KRUNIC - Giampaolo gli regala l’esordio nel momento forse più delicato della stagione rossonera. Poco intraprendente, ma almeno non commette errori. 5,5

DUARTE - Spazzato via dalle offensive viole come quasi tutti i suoi compagni. 5

CASTILLEJO - s.v.

GIAMPAOLO - Lo sguardo vitreo con cui Giampaolo assiste al progressivo disfacimento della sua squadra è la fotografia di questo sconcertante inizio di stagione del Milan. Ovvio che il tecnico abruzzese abbia le sue colpe, e nemmeno poche, ma è altrettanto evidente che la squadra rossonera paghi i limiti di una società che da troppi anni è in mano a incapaci, sprovveduti, inesperti e improvvisati figuri. 4,5