17 ottobre 2019
Aggiornato 19:30

Milan: la rivoluzione che parte dall'alto

In estate il club rossonero procederà all'ennesima restaurazione della squadra, ma stavolta la scossa potrebbe non coinvolgere solo allenatore e calciatori

A Casa Milan in estate si ridiscuterà l'intero progetto rossonero
A Casa Milan in estate si ridiscuterà l'intero progetto rossonero ANSA

MILANO - Mancano 180 minuti alla fine del campionato, due giornate e due partite che determineranno il futuro prossimo del Milan, chiariranno quale coppa europea giocheranno i rossoneri l'anno venturo (e se la giocheranno), permettendo a quel punto di tirare le somme definitive dell'ennesima tribolata stagione di un club che fatica terribilmente a tornare agli antichi e gloriosi splendori. Ma, a prescindere da come finirà anche questo campionato, è ormai chiaro a tutti che da giugno a Milanello andrà in scena un'altra restaurazione quasi completa, con la differenza, rispetto al passato, che il ricambio potrebbe non essere solamente tecnico.

Guida tecnica

Tanto per cominciare, andrà definita la situazione dell'allenatore: al momento, Gennaro Gattuso non ha più del 10% di possibilità di restare sulla panchina milanista ed anche col quarto posto il suo destino appare segnato. I vertici societari stanno spingendo per un tecnico di spessore internazionale e, soprattutto se dovesse essere Ivan Gazidis a scegliere, il nuovo allenatore sarà straniero, con Mauricio Pochettino in pole position ma complicato da raggiungere, seguito da Unai Emery, Leonardo Jardim, Christophe Galtier ed Arsene Wenger. Ballano poi i nomi italiani, da prendere in considerazione soprattutto in caso di mancato accesso alla Coppa dei Campioni: ormai svanito Antonio Conte, si contendono il posto Gasperini, Di Francesco (indicato come favorito assoluto), Simone Inzaghi e, molto più defilato, Marco Giampaolo. 

Campagna acquisti

Dal nome dell'allenatore, poi, scaturirà la campagna acquisti che non potrà essere particolarmente roboante anche in caso di quarto posto, perchè il Milan dovrà comunque fare i conti con i parametri del Fair Play Finanziario che andranno rispettati. Di certo, però, almeno due difensori, due centrocampisti ed un attaccante dovranno sbarcare a Milano, anche se molto dipenderà dalle richieste del nuovo tecnico, dalle eventuali cessioni e dalle opportunità che il mercato offrirà fra giugno ed agosto, parametri zero compresi. Ma la rivoluzione che il Milan si appresta ad operare in estate potrebbe coinvolgere anche i dirigenti, sinora saldamente al loro posto ma che dovranno fare i conti con la loro prima pagella da gestori del club rossonero dopo un anno di lavoro.

Dirigenza

I comportamenti sia di Leonardo che di Maldini, infatti, verranno analizzati dalla proprietà che ne valuterà l'operato, gli obiettivi centrati e quelli falliti, l'incidenza (positiva e negativa) che i due hanno avuto sulla squadra, col rischio che qualche errore dei due ex campioni rossoneri possa essere sottolineato con la matita blu. Leonardo in particolar modo è sotto la lente di ingrandimento di Elliott e soprattutto di Gazidis che potrebbe non solo prendere in mano la decisione circa la scelta del nuovo allenatore, ma anche valutare l'ipotesi di sollevare il brasiliano dal suo incarico, affidando la gestione tecnica all'attuale direttore sportivo del Lille, Campos, su cui è forte anche l'interesse della Roma.

Errori

A Leonardo viene rimproverato qualche acquisto che si è poi rivelato improduttivo (Castillejo e Laxalt su tutti), una pessima gestione del rapporto con Gattuso e la mancanza di polso nei momenti più critici della stagione, oltre alla visione progettuale del club totalmente differente fra il manager sudafricano e l'ex fantasista. Più solida la posizione di Paolo Maldini a cui verrà concesso almeno un altro anno di apprendistato, magari con ruoli più attivi rispetto all'annata in corso, ma con l'obiettivo di inculcare senso di appartenenza e mentalità vincente da parte del vecchio capitano, operazione che quest'anno non sembra essere stata particolarmente recepita dai calciatori. Il Milan tenta disperatamente l'ennesima rivoluzione che riporti in alto il blasone rossonero, stavolta mettendo in discussione pure i dirigenti. Quanto sarà solido il progetto societario e sportivo lo diranno i fatti, gli stessi che ad oggi condannano una società ancora alla ricerca di sè stessa.