7 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

Sprofondo rossonero: adesso è a rischio anche l’Europa League

Anche contro il Torino il Milan esce sconfitto e ridimensionato, forse definitivamente, nella corsa all’Europa. Tolti i soliti insufficienti Suso e Calhanoglu, a deludere maggiormente sono Romagnoli, Donnarumma e Kessiè.

Belotti tenta una giocata acrobatica nell'area del Milan
Belotti tenta una giocata acrobatica nell'area del Milan ANSA

DONNARUMMA - Disorientato. Quel rinvio con i piedi verso Paquetà che guarda altrove dopo pochi minuti di gioco è paradigmatico della situazione sconcertante che vivono i rossoneri. Aggiunge alla sua prestazione da incubo almeno un paio di uscite a farfalla e appare non particolarmente reattivo anche in occasione del raddoppio granata. Un ulteriore campanello d’allarme per lo staff tecnico di Milanello. Il cartellino giallo per proteste è la ciliegina sulla torta. 4

CONTI - L’ex atalantino è un altro che sembra completamente fuori forma. Gettato nella mischia da Gattuso per l’infortunio occorso a Calabria, Conti fatica a ritagliarsi il proprio spazio nel Milan. Contro il Toro prima si fa male, poi abbatte un avversario a metà campo beccando un giallo che avrebbe potuto anche essere rosso. Impalpabile avanti, poco efficace dietro. Ancora una volta rimandato. 5

MUSACCHIO - Piccolo passo avanti rispetto alle ultime brutte prestazioni dell’argentino, ma il Belotti di questo periodo è un gran brutto cliente. 5,5

ROMAGNOLI - Fatica a tenere compatta una difesa ridiventata un colabrodo, ma il suo intervento al 19’ su Belotti lanciato a rete è un compendio del manuale del perfetto difensore. È uno degli ultimi ad arrendersi, ma lo fa nel peggiore dei modi perdendo le staffe con l’arbitro Guida e rimediando un cartellino rosso per un applauso tanto inutile quanto sciocco. 4

RODRIGUEZ - Parliamoci chiaro: se in fase propositiva un terzino è così timido e pauroso come Rodriguez, deve almeno essere un leone insuperabile in difesa. Cosa che puntualmente non accade, come quando al 31’ si lascia sfilare alle spalle De Silvestri che si trova solo davanti a Donnarumma sbagliando però l’aggancio. 5

KESSIÈ - Lo ripetiamo da settimane, sembra sfasato. Il tentativo di disimpegno in dribbling con pallone perso al limite della propria area di rigore dopo appena 3 minuti di gioco, è la fotografia del momento di Kessiè.  Come se non bastasse, rischia grosso sgomitando sul viso di Moretti al 10’, per fortuna di Gattuso senza conseguenza. Alla fine però la frittata la fa, commettendo fallo in area su Izzo e regalando il rigore al Toro. 4

BAKAYOKO - Efficace quando si tratta di strappare i palloni agli avversari, molto meno quando poi deve recapitarli sui piedi dei compagni. Tenta una conclusione improbabile dalla grande distanza in chiusura di primo tempo, ma non impensierisce Sirigu. È sua però la zuccata che si stampa sulla traversa sul punteggio di 1-0, ed è sempre lui a costringere Sirigu ad una specie di miracolo a 10 minuti dalla fine. Il vero centravanti del Milan a Torino è l’ex Chelsea. 6

PAQUETA’ - Rimedia un giallo per una follia di Donnarumma che gli passa un pallone mentre il brasiliano guarda altrove. È comunque uno dei più positivi nel Milan, quanto meno per intensità. Il problema dell’ex Flamengo però è sempre il solito: tecnicamente è una delizia vederlo giocare, ma poi alla fine esagera e i suoi giochetti con il pallone diventano ghirigori barocchi senza alcun effetto sulla difesa del Toro. 5,5

SUSO - Si immola al 7’ per buttare giù Belotti lanciato in contropiede. Il giallo è inevitabile, ma è una scelta giusta. Prende l’iniziativa in attacco alla mezz’ora e costringe Sirigu ad un grande intervento. Rimedia anche una scarpata in testa da Izzo, ma a preoccupare di più mister Gattuso sono le strane amnesie di Suso quando si tratta di finalizzare. Per ben tre volte ha sul sinistro l’opportunità di lanciare nello spazio un compagno, ma i suoi appoggi sono approssimativi e inadeguati. E per completare un’ennesima serata no, una trattenuta che meriterebbe il secondo giallo sui cui l’arbitro Guida fa finta di non vedere. 4

CUTRONE - Bravo ad allungare la squadra, la ragione per cui Gattuso l’ha preferito a Piatek, ma il giovane attaccante si rivela utilissimo per le mille piccole cose che fa in partita, compreso servire un ottimo assist a Calhanoglu in chiusura di tempo, purtroppo non messo a frutto. 6

CALHANOGLU - L’eterno incompiuto. A furia di aspettare Calhanoglu, i tifosi del Milan stanno diventando vecchi. L’hanno capito tutti, tranne Gattuso che ancora insiste su di lui, sperando in non si sa bene cosa. Diventa comico quando prova a battere i calci da fermo e scivola sul pallone. Eppure è proprio il turco che sfiora il vantaggio con un tocco in scivolata alla fine del primo tempo, ma Sirigu dice no. Nella ripresa esce definitivamente di scena, riportando alla mente il quesito che in tanti adesso si pongono: perchè non è stato ceduto al Lipsia a gennaio? 4

PIATEK - Impalpabile. 5

BORINI - Non può essere Borini l'uomo che risolve i problemi del Milan. Fino a quando non si esce da questo equivoco la squadra rossonera resterà sempre un'incompiuta. 5,5

CASTILLEJO - Entra e prova a dare la scossa, ma senza fortuna. 5,5 

GATTUSO - Per raccontare il momento di buio totale che il Milan sta attraversando, riguardate il primo quarto d’ora contro il Toro. Tre ammoniti tra i rossoneri, giocatori distratti, passaggi a vanvera, tutto il campionario delle scelleratezze a cui ormai i tifosi milanisti si sono tristemente abituati. In chiusura di primo tempo la squadra di Gattuso offre qualche segnale di risveglio, ma è un fuoco di paglia perchè nella ripresa si presenta in campo il solito Milan e il 2-0 è presto confezionato. Alla fine la lista dei cartellini è un bollettino di guerra per i rossoneri, altro punto su cui lo staff tecnico milanista farà bene ad interrogarsi. 4