19 agosto 2019
Aggiornato 18:00

In tre condannano il Milan, ma la prova dei rossoneri è incoraggiante

Ottimo Milan nel primo tempo, chiuso meritatamente in vantaggio di un gol malgrado un rigore clamoroso negato ai rossoneri dall'arbitro Fabbri. Nella ripresa la reazione della Juve e veemente, ma Musacchio e Calabria ci mettono del loro con gravi errori.

I rossoneri abbracciano Piatek autore del gol del vantaggio rossonero
I rossoneri abbracciano Piatek autore del gol del vantaggio rossonero ANSA

REINA - Poco sollecitato in avvio di match, si fa trovare pronto sul finale di primo tempo quando è chiamato a volare per deviare sopra la traversa un semirovesciata di Mandzukic. Incassa altri due gol, dopo quello preso dall'Udinese, senza avere particolari responsabilità. 6

CALABIA - Meno irruenza offensiva rispetto al solito, ma di fronte ai campioni d’Italia ci sta. Dietro è chiamato ad un lavoro complicato soprattutto quando dalle sue parti inizia a circolare Mandzukic. L’errore da cui nasce il raddoppio juventino è però qualcosa di francamente inaccettabile, a questi livelli e in queste partite. 4

MUSACCHIO - Non sempre a fuoco, sbaglia anche alcuni passaggi che mettono in difficoltà il compagno di reparto Romagnoli. Nella ripresa commette uno stupidissimo fallo da rigore su Dybala che condanna il Milan. Confermato il momento difficile dell’argentino che dura ormai da qualche partita. A parziale redenzione dell’ex Villarreal un grande intervento al 70’. Forse potrebbe essere arrivato il momento di Caldara. 4,5

ROMAGNOLI - Primo tempo da gestore perfetto di un reparto ben registrato. Ripresa più complicata e di fronte alle folate veementi ed impietose dei bianconeri nemmeno il capitano rossonero può far molto. 6

RODRIGUEZ - L’inizio è balbettante, poi sfodera un ottimo intervento alla mezz’ora su Bernardeschi lanciato a rete. Si immola anche su Kean al minuto 81’, salvando un altro possibile gol. Fuori posizione in occasione del raddoppio juventino siglato da Kean. Peccato per la consueta imprecisione sui cross, un problema che sta diventando atavico per l’intera batteria dei terzini rossoneri. 5,5

KESSIÈ - C’è poco da fare, nel disegno tattico di Gattuso l’ivoriano è troppo importante, specie per Suso. Combatte strenuamente con gli avversari, Mandzukic in primis, e al minuto 29’ ha anche una straordinaria opportunità per sbloccare il match, ma il suo destro su assist di Suso risulta una ciabattata lenta e fuori misura. Nella ripresa cala sensibilmente e tutta la manovra rossonera ne risente. 5,5

BAKAYOKO - Tornato alla sua posizione preferita, almeno da quando è arrivato al Milan, il francese ritrova brio, verve ed intraprendenza. Sul suo piede capita anche una buona opportunità al 26’ da azione da calcio d’angolo, ma Bakayoko non è un bomber e si vede. Ma la vera giocata del match è l’assist per Piatek sul finale di primo tempo. Prova a bissarla al quarto d’ora della ripresa, ma il colpo di testa dell’ex Chelsea è troppo lento. 6,5

CALHANOGLU - Dal suo piede parte il cross che Alex Sandro devia in angolo con il braccio, ma naturalmente per il vergognoso arbitro Fabbri è tutto regolare, malgrado il richiamo al Var. Il problema di Calhanoglu non è l'errore tecnico, che pure il turco commette in abbondanza, ma le decisioni sbagliate. A parziale giustificazione è il kilometraggio di Hakan, corre come trottolino amoroso per tutta la durata del match e nella ripresa sfiora anche il gol su punizione. 6

SUSO - Se il buongiorno si vede dal mattino…È questo il pensiero dei tifosi rossoneri dopo aver gustato il cioccolatino messo da Suso sulla testa di Piatek al 2’ e sprecato dall’attaccante polacco. Rinvigorito dal ritorno nella sua zona del carrarmato Kessiè di propone con frequenza e proprio all’ivoriano regala un ottimo suggerimento alla mezz’ora purtroppo non sfruttato. Nella ripresa cala anche lui e alla fine esce per far spazio a Castillejo. 6

PIATEK - Dopo meno di due minuti gli spiove in testa un pallone con il contagiri di Suso, ma stavolta il pistolero ha le polveri bagnate e spreca la più clamorosa delle occasioni. Ovviamente Piatek può sbagliare una volta, non di più, e infatti al 39’, su gentile omaggio dell’ex capitano rossonero Bonucci, buca la difesa della Juventus e porta il Milan in vantaggio. Il cannoniere rossonero ci prova anche dalla distanza in avvio di ripresa e costringe Szczesny a un grande intervento. Solo contro tutti al 69’ strappa su Rugani ma si allunga un pallone che poteva far impazzire i tifosi rossoneri. 7

BORINI - Il solito commento che ci ritroviamo a fare quando Gattuso decide di schierare Borini titolare: bravo per impegno, corsa e dedizione, ma la qualità non sempre è abbinata alla quantità. Allo Stadium però l’attaccante rossonero offre una prestazione dignitosa, condita da un paio di spunti interessanti nella ripresa e un salvataggio miracoloso davanti a Reina al 67’ che vale quanto un gol. 6

CASTILLEJO - s.v. 

CUTRONE - s.v.

GATTUSO - Dopo il pessimo pareggio interno contro l’Udinese, Gattuso cambia 6/11 della formazione titolare, inserendo dal primo minuto addirittura Borini che non giocava titolare dal 21 gennaio. Ma più che la rivoluzione della squadra è l’atteggiamento dei rossoneri a dare la sensazione che qualcosa di nuovo nell’aria c’è. E il vantaggio alla fine del primo tempo, malgrado un rigore solare negato al Milan da Fabbri, è alla fine più che meritato. Apprezzabile anche i vari tentativi di Piatek & compagni di reagire dopo il pareggio di Dybala e il vantaggio juventino con Moises. La sensazione è che la squadria di Gattuso sia tutt’altro che morta. 6