18 novembre 2019
Aggiornato 13:00

Milan: Suso in difficoltà, ma la verità è un'altra

Dopo la sconfitta contro l’Inter lo spagnolo è stato bannato all’unanimità dal popolo rossonero, eppure è dal suo piede che negli ultimi minuti sono partite le occasioni clamorose per il pareggio milanista

Lo spagnolo Suso, attaccante del Milan
Lo spagnolo Suso, attaccante del Milan ANSA

MILANO - All’indomani del derby perso contro l’Inter, il popolo milanista deluso ha iniziato la caccia al colpevole. PIuttosto scontato che gli strali della tifoseria rossonera siano caduti su Jesús Joaquín Fernández Sáenz de la Torre, in arte Suso, ormai entrato in un loop catastrofico dal quale non riesce più ad uscire ormai da diverse settimane. È fuor di dubbio che il rendimento attuale del numero 8 rossonero sia ben lontano da quello a cui ci ha ormai abituato. E la conferma arriva naturalmente dai numeri: prendendo in considerazione la prima parte di stagione (campionato ed Europa League) fino al recupero della prima giornata di Serie A contro il Genoa giocato lo scorso 31 ottobre, Suso ha segnato quattro gol e ha regalato ben sette assist. Confermando di essere l’anima milanista, l’uomo a cui tutti si rivolgono quando c’è bisogno e lui spesso e volentieri si fa trovare pronto per trascinare fuori dalla secca i suo compagni.

Black out - Come se una pietruzza dispettosa si fosse insinuata negli ingranaggi della sua macchina, da quel momento Suso ha smesso di essere decisivo. Da novembre ad oggi, infatti, il fatturato del mancino di Cadice racconta di appena due reti e un solo assist. I numeri non mentono, ne siamo consapevoli, così come sappiamo tutti che in questo periodo l’attaccante rossonero abbia sofferto - e forse qualche problemino esiste ancora - di un’infiammazione al pube che ne sta condizionando il rendimento. Ma proprio alla luce di quanto visto nel derby, qualche considerazione in più forse andrebbe fatta. È innegabile che l’8 milanista abbia meritato contro l’Inter l’ennesima insufficienza, frutto di una prestazione a tratti indolente che ha di fatto scatenato le richieste di sostituzione immediata da parte dell’irrequieta tifoseria rossonera.

20 minuti - A guardare però con attenzione gli ultimi 20 minuti del match, quelli in cui la squadra di Gattuso ha provato in tutti i modi a raddrizzare un match che si era messo molto male, un’altra cosa balza agli occhi: quasi tutte le azioni più pericolose del Milan sono arrivate dalla fascia destra, quella di competenza dello spagnolo. Nella fattispecie, il cross che D’Ambrosio controlla male e finisce sui piedi di Musacchio che segna parte dal sinistro di Suso; il cross pennellato che Castillejo non trasforma in gol solo per una specie di miracolo di Handanovic parte dal sinistro di Suso; e per finire il cross al 95’ che Cutrone scaraventa verso la rete nerazzurro, stoppato solo da un intervento alla disperata di D’Ambrosio, parte - indovinate un po’ - dal destro di Suso.

Cambio di rotta - Capite bene come una manovra asfittica come quella rossonero delle ultime settimane non possa mai fare a meno del suo uomo di fantasia. Se anche in una delle sue peggiori giornate come quella di domenica sera nel derby, è solo grazie a Suso che il Milan riesce a riaprire una partita ad un certo punto persa e a sfiorare il pareggio ben due volte, forse è il caso di rifletterci bene prima di «invocare» la sua sostituzione. Un pensiero che - per fortuna - non ha mai sfiorato neppure per un attimo mister Gattuso che ha lasciato al suo posto Suso sperando in un suo colpo di genio ed è solo per un paio di miracoli nell’area nerazzurra che non è stato premiato.
Detto questo, è logico pretendere dal mancino spagnolo un cambio di rotta. Lo sa il ragazzo e lo sa lo staff tecnico del Milan. La squadra rossonera, nella volatona che porterà in Champions, ha assoluto bisogno del suo faro offensivo al massimo della forma. Ma se anche l’ex Liverpool dovesse continuare a giocare con questi ritmi bassi, teniamo sempre bene a mente le sue pennellate negli ultimi venti minuti del derby prima di issarlo sulla gogna del web.