22 marzo 2019
Aggiornato 23:00

Cutrone ed un sogno per due

Il Milan dovrà decidere la prossima estate come comportarsi col giovane centravanti, oscurato dall’esplosione di Piatek

Patrick Cutrone, attaccante del Milan
Patrick Cutrone, attaccante del Milan ANSA

MILANO - Cutrone sì, Cutrone no. La margherita non la sfoglia soltanto Gennaro Gattuso che da allenatore del Milan deve scegliere di volta in volta se impiegare il giovane attaccante, ma anche la dirigenza rossonera sta pensando al futuro della punta classe 1999 che da quando a Milanello è arrivato Piatek sta avendo sempre meno spazio.

«Scorta» del Milan

Cutrone sapeva sin dall’inizio di essere il centravanti di scorta del Milan, ma se fare la panchina a Gonzalo Higuain era stato accettato serenamente dallo scalpitante attaccante comasco, trovare poco spazio anche con un centrattacco più giovane come il polacco non sembra essere stato digerito un granché da colui che in un anno è diventato la grande rivelazione milanista, catapultato dalla Primavera in prima squadra e subito in grado di imporsi a suon di gol.

Futuro

Non è un mistero che Cutrone sia insofferente: il suo spazio, anche a partita in corso, si è ridotto notevolmente rispetto al passato e, nonostante nessuna lagna ufficiale, è evidente come il calciatore ed il proprio agente siano dell’idea di sedersi a fine stagione al tavolo con Leonardo, Maldini e Gattuso chiedendo maggiori garanzie sulla considerazione verso Patrick. Nel frattempo, a fiutare un potenziale affare sono in due, Lazio e Torino: i biancocelesti vorrebbero affiancare a Immobile un attaccante migliore e più prolifico dell’ecuadoregno Caicedo, i granata, altrettanto, aggiungerebbero volentieri Cutrone a Belotti per puntare alla qualificazione europea.  

Dubbi

Il Milan, ad oggi, non appare intenzionato a privarsi del proprio talento, ma qualora in estate il calciatore ed il suo procuratore non fossero convinti della permanenza a Milano o il club facesse qualche valutazione economica comprendente alcuni dolorosi sacrifici (vedi l’anno passato con Locatelli), potrebbero allora riaprirsi le porte di una cessione a titolo definitivo partendo da una valutazione di circa 25-30 milioni di euro, con Lazio e Torino, in quel caso, già da tempo in prima fila per assicurarsi una delle più fulgide promesse del calcio italiano. Ipotesi, al momento, ma qualche campanello d’allarme sulla testa di Leonardo e Maldini sta inevitabilmente già suonando.