24 maggio 2019
Aggiornato 15:30

Turnover, mentalità, fase offensiva: Gattuso al lavoro su tre fronti

Dopo la vittoria sul Sassuolo in casa Milan già si lavora in vista della trasferta di Chievo e dell'imminente derby con l'Inter della prossima settimana. Il tecnico rossonero ha tre questioni da sistemare

Il tecnico del Milan Rino Gattuso
Il tecnico del Milan Rino Gattuso ( ANSA )

MILANO - Al Milan è tempo di gioire, finalmente, dopo tanti anni di sofferenze e umiliazioni subite ad ogni latitudine. Con moderazione, per carità, visto che ancora non è stato fatto nulla e i traguardi da raggiungere - la qualificazione alla prossima Champions e la conquista della Coppa Italia - sono ancora ben lontani, ma la vittoria sofferta (e per questo ancor più apprezzata) contro il Sassuolo e il conseguente sorpasso sull’Inter al terzo posto in classifica giustificano ampiamente l’euforia dei tifosi e di tutto l’universo rossonero. Ormai il Milan, a parte Juve e Napoli, guarda tutti dall’alto, ma ora diventa indispensabile non perdere di vista quello che la partita contro i neroverdi di De Zerbi ci ha raccontato.

Aspetti positivi

Perchè la prestazione stropicciata dei rossoneri non può far passare in secondo piano le tante, troppe magagne messe a nudo dagli emiliani con una prova equilibrata e lineare.
Certo, ci sono diversi aspetti positivi. Donnarumma ha mantenuto inviolata la sua porta per l’ottava volta nelle ultime undici partite, evidenziando ancora una volta la solidità del pacchetto arretrato rossonero. Oltre al fatto che, dopo tanto tempo, il Milan finalmente non ha fallito la gara del salto di qualità, portando a casa una vittoria che in altri momenti avrebbe lasciato per strada.

Calo di forma

Poi però, a fare da contraltare con il godimento da terzo posto, c’è tutto il resto di Milan-Sassuolo ad instillare più di qualche dubbio sull’effettiva valenza di questo momentaneo risultato. Anche perchè già nelle precedenti esibizioni dei ragazzi c’erano state alcune pericolose avvisaglie, probabilmente non tenute nella giusta considerazione: in primis la roboante vittoria per 3-0 contro l’Empoli, dopo però un primo tempo di stenti e sofferenze; quindi la semifinale di andata di Coppa Italia contro la Lazio, quando per la prima volta Gattuso ha evidenziato una frenata dal punto di vista del gioco. Stavolta, dopo il successo contro il Sassuolo, il tecnico calabrese ha addirittura parlato di doppio passo indietro.
E mai analisi fu più accorta. Per quanti sforzi vogliamo fare, difficilmente si riescono a ricordare due partite consecutive con una tale concentrazione di errori individuali, alcuni davvero imbarazzanti, come quelli messi in mostra dai calciatori del Milan sia martedì sera all’Olimpico che contro il Sassuolo. Ora, se è vero che può capitare la giornata storta per qualcuno, un po’ più difficile che la presunta giornata storta arrivi contemporaneamente per almeno 8/11 della squadra, e soprattutto per due partite consecutive.

Stanchezza

Da cosa può dipendere questo doppio passo indietro? Gattuso non vuole sentir parlare di stanchezza, però poi è il primo ad ammettere che alcuni dei calciatori del Milan vengono da una striscia di 11-12 partite giocate consecutivamente e forse meriterebbero di tirare il fiato. E allora forse sarebbe il caso di cominciare ad offrire a qualcuno dei ragazzi il meritato riposo, un turn over ragionato in grado di rigenerare i vari Kessiè, Bakayoko, Suso, Calhanoglu, solo per citarne qualcuno, e consegnarli al meglio della condizione in vista dell’impegnativo e delicatissimo rush finale.

Mentalità

Poi ci sarebbe anche da fare una piccola considerazione sulla questione mentalità: va bene aver fatto di una fase difensiva eccellente il marchio di fabbrica di questa squadra, ma la capacità di stare tutti raccolti davanti alla porta di Donnarumma non può e non deve diventare il carattere distintivo perenne di questa squadra. Il Milan rinunciatario, passivo, titubante visto all’Olimpico contro la Lazio e per lunghi tratti anche a San Siro contro il Sassuolo, non è esattamente un bello spot per gli amanti del calcio. Va bene la stanchezza di qualcuno, comprensibile l’apprensione e le vertigini da posizioni alte di classica, ben accetti anche i passi falsi di alcune delle concorrenti, ma su una cosa sarà d’accordo anche mister Gattuso: per raggiungere l’obiettivo della Champions League servirà ricominciare a giocare bene a calcio. Perchè per raggiungere gli obiettivi di inizio stagione mancano ancora 12 finali in campionato - auspicabilmente altre due in Coppa Italia - e per vincerle servirà ben altro Milan.