18 settembre 2019
Aggiornato 09:00

Gattuso cala il tris e lancia la sfida all’Atalanta

I rossoneri giocano una delle migliori partite della stagione, seppur al cospetto di un avversario non particolarmente brillante. Sugli scudi Paquetà, Piatek, Romagnoli e il solito Donnarumma.

Paquetà segna il gol del 2-0 per il Milan
Paquetà segna il gol del 2-0 per il Milan ANSA

DONNARUMMA - Si presenta contro il Cagliari sorridente, consapevole che il traguardo delle 150 partite con la maglia del Milan prima ancora di compiere 20 anni rappresenta un traguardo che lo colloca già adesso tra i big della storia rossonera. La concentrazione però è sempre quella delle grandi occasioni e la grande parata che sfoggia su Joao Pedro al 26’ è lì a testimoniarlo. Ma non è finita: il salvataggio immaginifico su Joao Pedro al 59’ resterà a futura memoria dei tifosi milanisti. Fenomeno. 8

CALABRIA - Ringhia sulle caviglie di Joao Pedro, l’uomo di maggior talento e fantasia dell’attacco sardo, ma è in avanti che Davide conferma il suo magic moment: prima l’assist per il gran gol di Paquetà, poi una grande azione sulla destra alla fine del primo tempo in combinazione con Suso che viene stoppata solo da una grande uscita di Cragno. Nella ripresa tenta anche un paio di conclusione velleitarie dal limite, a conferma che la fiducia è tanta. 7

MUSACCHIO - Ormai si è ritagliato il ruolo prezioso di partner affidabile di Romagnoli. Malgrado un avversario che non lo impensierisce più di tanto, l’argentino offre la sua consueta prova inappuntabile. 7

ROMAGNOLI - Il duello rusticano che il capitano rossonero ingaggia con Pavoletti è una partita nella partita. Inutile dire chi è che alla fine viene proclamato vincitore. Gigantesco sulle palle alte, sicuro negli uno contro uno, spettacolare in alcuni salvataggi acrobatici. Indispensabile. 7,5

RODRIGUEZ - Sente di potersi concedere qualche scorribanda di più in avanti, ma la precisione del suo sinistro una volta superata la metà campo cala sensibilmente. Per mister Gattuso però è un’assoluta sicurezza sulla fascia mancina 6,5

KESSIÈ - Con una ciabattata inguardabile spreca un’ottima ripartenza 3 contro 3 al 18’ che avrebbe potuto dare un indirizzo preciso al match. Sembra però aver ritrovato il passo dei bei tempi, come certificato dal salvataggio in scivolata su Padoin lanciato a rete al 34’. Tenta la soluzione personale al 68’, ma Cragno si oppone alla disperata. Risorsa inesauribile a disposizione di Gattuso. 7

BAKAYOKO - Diga insormontabile davanti alla difesa. In mezzo al campo è un’autentica bestia, pressa tutto e tutti terrorizzando i centrocampisti avversari. Se la fase difensiva del Milan è migliorata in maniera esponenziale, grosso merito va anche alla crescita dell’ex Chelsea. 7

PAQUETA’ - Il gol bellissimo che segna su assist millimetrico di Calabria diventa un doveroso omaggio alle 10 vittime del rogo nel centro sportivo del Flamengo. Accarezza il pallone (forse anche troppo a volte) ma fa anche filtro in mezzo al campo. Lascia tutto San Siro con il fiato sospeso al 78’ quando si accascia per terra lontano dalla palla. Per fortuna nulla di serio. E adesso raccontateci che sono troppi i 35 milioni spesi dal Milan per Paquetà, specialmente dopo aver visto il Genoa spendere 20 milioni per Sturaro e l’Udinese altrettanti per Mandragora. 7,5

SUSO - Come spesso ripetiamo, anche nelle sue giornate non brillanti Suso riesce a fare le giocate che decidono il match: anche stasera è dello spagnolo il gran sinistro che Cragno respinge addosso a Ceppitelli provocando l’autogol del vantaggio rossonero. Nota di merito supplementare è per la dedizione di Suso e l’impegno a rientrare e coprire anche in fase di non possesso. Cresce decisamente nella ripresa offrendo una quantità industriale di palloni ai suoi compagni, tranne quando all’80', tutto solo davanti al portiere avversario, tenta la conclusione sbagliando anzichè servire Cutrone, anche lui libero ma con la porta vuota. 6,5

PIATEK - Fino alla partita contro il Cagliari ogni tiro in porta del polacco finiva in fondo al sacco. L’ex Genoa ha la possibilità di mantenere i suoi ritmi spaventosi quando al 24’ si trova solo davanti a Cragno: stavolta Kris, anzichè sparare in rete, tenta il cucchiaio e sciupa tutto. Prova la conclusione di controbalzo anche all’alba della ripresa, ma stavolta la potenza è eccessiva e il pallone sorvola la traversa. Per il cecchino polacco il detto non c’è due senza tre non esiste e infatti alla terza conclusione del match timbra il cartellino. Inesorabile. 7,5

CALHANOGLU - Partenza a razzo con una pressione sugli avversari fin sulla fascia avversaria. Le sensazioni positive vengono confermate dopo la sventola scagliata all’8’ che costringe Cragno ad una gran parata. Ci riprova anche alla mezz’ora, stavolta però la conclusione è centrale. La confidenza con cui duetta con il brasiliano Paquetà è uno dei motivi di maggior serenità per lo staff tecnico rossonero, però al turco manca ancora tranquillità nelle conclusioni a rete, anche quando deve solo ribadire in rete a porta praticamente spalancata. Per fortuna di Gattuso, nei paraggi c’è sempre Kris Piatek per il gol del 3-0. Alla fine sembra che tutto il Milan si impegni per far segnare il Calhanoglu e le opportunità per Hakan si sprecano, ma evidentemente non è proprio stagione. Una cosa però occorre sottolinearla,  il 10 rossonero non è più quel peso morto delle precedenti settimane: lotta, corre, si propone con continuità. Il gol non arriva ma fin quando c’è tutto il resto va bene così. 7

CUTRONE - Entra al posto di Piatek e cerca il gol con tutto il veleno che ha in corpo. Lo sfiora in almeno un paio di circostanze e tanto basta per rassicurare Gattuso. 6

CONTI - Cerca soprattutto di trovare quell’intesa con Suso che il compagno di reparto Calabria ha già conquistato nel tempo. Ci vorrà tempo e tante partite giocate insieme, lo sa Conti, lo sa Suso e lo sa soprattutto Gattuso. 6

BORINI - s.v.

GATTUSO - La gestione del pallone del Milan è esemplare ed anche la crescita di alcuni uomini che nelle ultime prove avevano deluso (Calhanoglu, Kessiè, Suso). La partita si mette subito sulla strada giusta per la squadra rossonera e Gattuso è bravo a ruotare gli uomini nei tempi e nei modi giusti per tenere tutti concentrati e non perdere nessuno per strada. 6,5