14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Milan, tre punti all’ultimo respiro: è zona Champions

Come contro la Roma, il Milan conquista i tre punti nei minuti di recupero grazie a un’invenzione di Romagnoli, protagonista sfortunato dell’autogol del pareggio genoano. Il vantaggio iniziale del solito Suso
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria (ANSA)

DONNARUMMA - Un’uscita alta in presa e una parata a terra su tiro dal limite di Kouamè, giusto per iniziare. Poi un paio di giocate con i piedi in chiusura di primo tempo che fanno imbestialire San Siro. Incolpevole sull’autogollonzo che lo trafigge, si riscatta con un autentico miracolo a 10 minuti dalla fine su Lazovic che stava già esultando. E anche grazie a quella gran parata che il Milan può portare a casa i tre punti. 6,5

KESSIE’ - Chiamato ad un inconsueto lavoro da terzino, si disimpegna bene anche spingendo quando è il caso. Pecca di egoismo al 18’, quando imbeccato da Suso preferisce tirare in porta da posizione angolatissima anzichè metterla in mezzo per Cutrone tutto solo ad un metro dalla linea di porta. Nella ripresa, riportato in mezzo al campo dopo il pareggio del Genoa, cala decisamente, complice il riacutizzarsi di tutti i suoi problemini fisici. 6

MUSACCHIO - Prestazione onesta da parte dell’argentino. Piatek fa poco per impensierirlo e Musacchio governa l’area di rigore con relativa tranquillità. 6

ROMAGNOLI - Subito una sbavatura in avvio. A parziale giustificazione il cambio tattico che ha inevitabilmente scombussolato gli equilibri lì dietro. Si riprende in fretta e grazie al suo apporto la difesa rossonero non corre eccessivi rischi. Protagonista sfortunatissimo della deviazione sul cross di Kouamè che si deposita in fondo alla porta di Donnarumma, si rifà con gli interessi al 92’ con il miracolo che regala i tre punti al Milan e la standing ovation di San Siro. 7,5

RODRIGUEZ - Che non sia un fulmine di intraprendenza ormai l’abbiamo capito, ma anche che in fase difensiva lo svizzero ormai è diventato una discreta sicurezza. 6,5

SUSO - Continuate pure a criticarlo. Se questo è l’effetto, quarto gol in campionato, dopo i due al Sassuolo e quello contro la Sampdoria, ben vengano le critiche. Il tracciante che inchioda Radu dopo appena tre minuti di gioco è sensazionale. La cosa preoccupante per i tifosi rossoneri è che l’attacco del Milan è quasi solo e soltanto lui. 7

BAKAYOKO - Quando al 10’ di gioco tenta addirittura un passaggio filtrante di prima per Cutrone, tra i tifosi rossoneri si fa largo la sensazione che forse Bakayoko possa non essere solo chiacchiere e distintivo. Con il passare dei minuti acquista anche un pizzico di convinzione che lo porta a tentare qualche buona giocata in mezzo al campo. Alla fine però esagera al 35’ con un retropassaggio insensato a Donnarumma che mette in grosse difficoltà il portiere rossonero e ad inizio ripresa regala letteralmente il pareggio al Genoa con un tocchetto suicida in area che favorisce Kouamè. Oggi tutti i detrattori di Biglia avranno finalmente capito quanto è importante per il Milan il regista argentino. 4

CALHANOGLU - Chiamato ad un lavoro che non gli è congeniale, quello di centrocampista centrale, il turco si disimpegna toccando molti palloni, ma senza mai l’intuizione geniale capace di mettere in porta i compagni di squadra. 5

LAXALT - Dalla sua parte il Milan spinge poco, comprensibile visto che a destra agisce Suso in coppia con Kessiè, ma quando c’è da coprire l’uruguaiano ci mette quanto meno impegno. Però perde un’infinità di duelli individuali, facendo sembrare Biraghi una specie di Maicon dei tempi d’oro Esce nella ripresa sostituito da Abate. 5

HIGUAIN - Prima frazione di gioco di sofferenza, inizia il secondo tempo con un tiraccio deviato da un difensore che costringe Radu ad una specie di miracolo per evitare il gol del Pipita. Poi si ripete con un'altra grande giocata a cui il portiere rossoblu risponde alla grande. Non una delle migliori partite dell'argentino, ma il suo peso lì davanti si sente sempre. 6

CUTRONE - In tutto il primo tempo si fa notare soprattutto per il calcione beccato sul gomito da Criscito che ha quasi messo a rischio il suo impiego nel secondo tempo. Nella ripresa tanto impegno, ma poca pericolosità offensiva. E soprattutto zero conclusioni a rete. 5,5

ABATE - Entra nella ripresa e anche lui con un passaggio indietro troppo morbido rischia di gettare nel panico la difesa rossonera. Sbaglia qualche appoggio di troppo scatenando i fischi di San Siro. La spinta nel finale convulso è apprezzabile, ma la qualità dei cross è sempre rivedibile. 5,5

CASTILLEJO - s.v.

GATTUSO - Più che un 3-5-2 come tutti i commentatori avevano anticipato, mister Gattuso sopperisce all’assenza improvvisa - e dolorosa - di Biglia con una soluzione estemporanea che mantiene intatto il 4-4-2: Kessiè in fascia sulla linea di difesa, con Bakayoko e Calhanoglu centrali in mezzo al campo. L’inizio è incoraggiante con il gran gol di Suso, poi una lunga fase di gestione che non infiamma il tifo rossonero e una chiusura di primo tempo in affanno. Nella ripresa ci vuole il gol fortunoso del pareggio genoano a risvegliare gli istinti sopiti del Milan. Un po’ di sfortuna in fase offensiva fino al gran gol di capitan Romagnoli. Dal punto di vista del gioco un passo indietro per i rossoneri, ma quello che conta è aver portato a casa i tre punti e aver raggiunto la zona Champions. 6