20 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

Milan, maledetta sosta: un ostacolo in più da superare

Ancora una volta, proprio nel momento migliore per i rossoneri, arriva l’appuntamento con le nazionali a spezzare l’inerzia a favore dopo tre successi consecutivi.
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria contro la Roma
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria contro la Roma (ANSA)

MILANO - Era il 31 agosto, di venerdì. Un giorno insolito per un big match di campionato: Milan-Roma. Quella sera i rossoneri guidati di Higuain e Cutrone azzannavano al collo la lupa capitolina al 95’ di una partita tiratissima conquistando tre punti preziosi per la classifica e per il morale.
Poi la sosta per le nazionali. Senza quella maledetta pausa, e sulle ali dell’entusiasmo per un successo così importante, non avremmo visto da lì a 15 giorni un Milan così intimidito scendere in campo a Cagliari e subito un gol subito, dopo nemmeno cinque minuti. Senza quella maledetta pausa i ragazzi di Gattuso non sarebbero precipitati di nuovo nel vortice della paura, come dimostrato nel match successivo contro l’Atalanta, dominato per lunghissimi tratti, ma poi pareggiato per l’ennesima disattenzione difensiva. Così come è accaduto anche nel confronto di Empoli contro gli azzurri toscani.

Lo switch a Sassuolo
Poi finalmente lo switch di Sassuolo. Un nuovo successo confortante, corroborato dalla rimonta di Europa League contro l’Olympiakos e dalla replica prepotente contro il malcapitato Chievo. E ancora una volta, nel momento topico della stagione, proprio quando il Milan sembra aver ripreso in mano le redini del proprio destino, ecco ancora la sosta.
Considerato che al ritorno dalla pausa per le nazionali i rossoneri dovranno affrontare l’Inter in uno degli snodi cruciali del campionato, c’è da augurarsi che stavolta lo stop forzato non porti con sé gli stessi incalcolabili danni provocati dopo il 31 agosto.

La legge di Rino
Tornando all’aspetto più squisitamente tecnico, è curioso che il Milan abbia ritrovato gol, vittoria ed entusiasmo proprio al termine di un trittico in cui l’estetica di gioco non sia stata la variabile decisiva per i successi rossoneri. Soprattutto quella contro l’Olympiakos è stata probabilmente una delle partite più brutte giocate in questo scorcio iniziale di annata dai ragazzi di Gattuso. Quasi a dare corpo ad uno dei desideri espressi dall’allenatore rossonero appena qualche giorno fa, quando all’ennesimo complimento arrivato dopo una partita non vinta, arrivò a dichiarare con fiero cipiglio: «Preferirei giocare male però conquistare i tre punti».

La parola alla difesa
Per quanto riguarda il resto, il dato preoccupante è che il Milan continua ad incassare gol. Nelle ultime tre partite, malgrado i nove punti portati a casa, l’ipotesi suggestiva del cleen shit (la porta inviolata) è rimasta tale, praticamente un miraggio. Non che i rossoneri abbiano corso chissà quali pericoli nel corso dei 270 minuti di gioco in questione, ma è chiaro che anche a margine di una partita praticamente perfetta ci scappa sempre l’errore individuale o di reparto che di fatto condanna Donnarumma (o Reina) a raccogliere il pallone in fondo al sacco. In campionato addirittura bisogna risalire al 15 aprile, Milan-Napoli 0-0, per trovare un match senza gol al passivo per i ragazzi di Gattuso. Un problema di fase difensiva che il tecnico calabrese dovrà risolvere in fretta se davvero si vuole tentare l’inseguimento ad uno dei posti buoni per la prossima Champions League.