13 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

Gattuso divide: il popolo milanista spaccato a metà

Non accennano a placarsi le critiche di una parte - sostanziosa - di tifosi rossoneri nei confronti dell’allenatore del Milan.
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso (ANSA)

MILANO - Il day after dell’esordio in Europa League con la vittoria minimalista ottenuta sul campo dei dilettanti lussemburghesi del Dudelange ha aperto un nuovo fronte del dibattito «Gattuso si, Gattuso no» che sembra tenere banco giorno dopo giorno tra i tifosi. Confesso che mi aspettavo una maggiore apertura di credito da parte del popolo rossonero nei confronti del tecnico, non tanto per quanto fatto nella sua strepitosa carriera da calciatore del Milan, ma per quello che anche da allenatore il vecchio Rino ha saputo dimostrare. Le critiche feroci di una nutrita frangia della tifoseria milanista sembrano non tenere conto del fatto di per sè molto rilevante che l’anno scorso Gattuso è arrivato al Milan a metà stagione, ha raccolto i cocci di una squadra letteralmente fatta a pezzi dal predecessore Montella e l’ha portata in Europa League. Senza dimenticare il quarto posto - e quindi la zona Champions virtualmente conquistata - del Milan gattusiano nel periodo da dicembre a maggio e soprattutto una qualità del gioco espresso più che apprezzabile.

Prime critiche
Elementi sufficienti per consentire al tecnico calabrese di iniziare con fiducia una nuova stagione. E invece pronti via e subito la prima raffica di critiche. Prima quelle contro il Napoli per un atteggiamento remissivo; poi contro la Roma per non aver chiuso prima la partita; poi per la pochezza tecnica espressa a Cagliari e il risicato pareggio ottenuto in extremis; quindi per aver rischiato una clamorosa figuraccia al cospetto degli onesti dilettanti del Dudelange, battuti solo grazie ad un tiro di Higuain deviato da un difensore locale.

Qualcosa stona
Lungi dal voler difendere a spada tratta Gattuso che non ha bisogno delle nostre prese di posizione, ma a questo punto urge qualche riflessione. Perchè è vero che il Milan, in questo periodo iniziale della stagione con i  pesanti carichi estivi evidentemente non ancora smaltiti del tutto, non sta sfoggiando brillantezza, lucidità e pulizia di manovra, ma è altrettanto innegabile che la squadra sta dimostrando di avere una propria identità e filosofia di gioco. Da affinare e perfezionare, ovvio, ma c’è. Una qualità importante che ad oggi, dopo 4 giornate di campionato, non tante squadre posso vantare.
E allora sarebbe il caso che i tifosi del Milan si stringessero attorno ai calciatori rossoneri e al suo allenatore perchè c’è un traguardo importante da raggiungere, la Champions League. Mettendo continuamente in discussione il tecnico non si farà certo il bene del club.