22 maggio 2019
Aggiornato 16:30

Gattuso, Donnarumma e Suso: gli incompresi del Milan

Applauditi da giornalisti, opinionisti, addetti ai lavori e tifosi neutrali, criticati invece aspramente da una frangia del popolo milanista. Lo strano destino di tre pilastri rossoneri.

Il portiere del Milan Gigio Donnarumma
Il portiere del Milan Gigio Donnarumma ( ANSA )

MILANO - Curioso il destino dei nostri eroi. Glorificati e beatificati al di fuori dei cancelli di Milanello, faticano invece a trovare consenso proprio tra i tifosi rossoneri. I tre protagonisti della nostra storia sono Gennaro Gattuso, Gianluigi Donnarumma e Jesus Suso. Il primo, l’allenatore, da una parte viene lodato pubblicamente da colleghi, ex compagni, giornalisti, opinionisti e addetti ai lavori per il gran lavoro fatto da quando ha preso tra le mani i cocci della squadra ridotta ai minimi termini dalla gestione Montella; dall’altra invece viene criticato aspramente perchè considerato il maggiore responsabile di questo inizio a corrente alternata del Milan, per fortuna solo da una frangia sparuta ma insistente della tifoseria. C’è chi invoca Conte, chi imputa alla poca esperienza di Gattuso in panchina alcune cadute di concentrazione della squadra, chi vorrebbe un gioco più brioso, fatto meno di passaggi in orizzontale e più di verticalizzazioni, insomma chi più ne ha più ne metta.

Il talento di Gigio
Discorso simile per quanto riguarda Donnarumma e Suso. Il portiere, reduce da una straordinaria esperienza in nazionale durante la quale ha stupito il mondo con almeno 4-5 interventi da fuoriclasse nel doppio confronto con Polonia e Portogallo, è incappato in una serata storia a Cagliari, colpito a freddo dalla veloce e ficcante iniziativa dei rossoblu dopo appena 4 minuti di gioco e mai realmente impegnato dopo per potersi quindi rifare. È bastato questo per evocare antichi fantasmi e scatenare la rabbia di tanti tifosi rossoneri che ormai non accettano più certi cali di tensione da parte di un portiere da 6 milioni di euro l’anno.

La fantasia al potere
Dulcis in fundo Suso. Anche lui a Cagliari non ha brillato, tutt’altro. La cosa che però spesso i tifosi ipercritici del Milan tendono a dimenticare è che anche quando gioca sotto tono, lo spagnolo è sempre l’uomo capace di creare occasioni e palle gol dal nulla. La sua rasoiata al 94’ avrebbe potuto regalare i tre punti al Milan e mettere a tacere tutte le polemiche, invece è stata neutralizzata da un Cragno ispiratissimo che ha sfiorato con la punta delle dita il sinistro velenoso di Suso, strozzando in gola l’urlo liberatorio di tutti i rossoneri.
La morale di questa storia è che Gattuso, Donnarumma e Suso oggi rappresentano tre colonne portanti del nuovo Milan. Continuare a criticarli, impedendo loro di svolgere il loro lavoro con serenità, è altamente controproducente, un atteggiamento ai confini dell’autolesionismo. Sarebbe importante che anche i tifosi milanisti lo capissero una volta per tutte.