13 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Milan, Gattuso sorride: c’è una grande novità rispetto al passato

La vittoria contro la Roma ha completamente ribaltato gli scenari cupi che si erano materializzati dopo la sconfitta di Napoli.
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria sulla Roma
La gioia dei rossoneri dopo la vittoria sulla Roma (ANSA)

MILANO - La vittoria del Milan contro la Roma ha rappresentato la rivincita dei criticati, dei giubilati, dei messi in castigo dall’intransigente giudizio popolare rossonero. In primis Gennaro Gattuso, subito inquadrato dall’ingenerosa critica milanista come tecnico troppo difensivista. E solo per aver capito in anticipo che l’unica maniera per incartare la partita al Napoli era quella di nascondergli il pallone. Cosa che peraltro fino al blackout del 55’ era anche perfettamente riuscita, tanto che il risultato sui tabelloni luminosi del San Paolo diceva Napoli-Milan 0-2.
Contro i giallorossi di Di Francesco però il tecnico calabrese si è preso la sua personale rivincita. Ha messo in campo una squadra intraprendente e coraggiosa, ha imbambolato Dzeko e compagni e alla fine ha conquistato meritatamente tre punti preziosi.

La rivincita
Ma Gattuso non è l’unico a poter finalmente gridare al cielo tutta la sua gioira. Al di là dei meriti del tecnico, la vittoria contro la Roma è il riscatto di tutti quelli che troppo spesso sono stati messi sul banco degli imputati dagli stessi sostenitori rossoneri: da Donnarumma (il gol giallorosso nasce da una sua respinta di pugno forse avventata, ma che nessuno si sogni di metterlo alla gogna di nuovo) a Calabria (anche contro la Roma qualche imperfezione ma la rete di Cutrone è propiziata da una sua palla recuperata), fino a Rodriguez e Biglia, probabilmente le note più liete della serata. 

Irriconoscibili
Lo svizzero è apparso irriconoscibile rispetto al terzino abulico e tremebondo visto da almeno 10 mesi a questa parte, mentre il regista argentino, stavolta adeguatamente supportato dai compagni di reparto ogni qual volta era raddoppiato dai centrocampisti giallorossi, ha recuperato una quantità industriale di palloni, difesi sempre con orgoglio e qualità e quasi tutti messi a frutto. 
Per non parlare di Gonzalo Higuain (anche lui giudicato insufficiente alla prima uscita in campionato), un autentico fenomeno. Da troppo tempo non si vedeva guizzare in campo un numero 9 in maglia rossonera di cotanto spessore. Ad un certo punto, nella seconda parte della ripresa, si è avuta la sensazione che volesse cercare il gol con troppa insistenza ed un eccesso di egoismo. Poi è arrivato il colpo di genio e di altruismo con cui ha illuminato San Siro al minuto 95 e tutte le considerazioni precedenti sono andate a farsi benedire. Ben arrivato Pipita. 

Panchina nuova
Una parolina la meritano anche - e soprattutto - i ragazzi entrati dalla panchina. Ormai abbiamo finito gli elogi per «AltaTensioneBis» alias «ProvvidenzaBis» Cutrone (suggestivo questo tentativo di accostare il baby bomber ai tanti fenomeni del passato rossonero), ma grandi soddisfazioni per mister Gattuso sono arrivate anche dal binario sinistro, rigenerato dopo le sostituzioni di un ottimo Calhanoglu e di un esausto Rodriguez con Castillejo e Laxalt. 
Se la scorsa stagione i limiti del Milan erano imputabili ad una rosa con qualche lacuna di troppo tra le seconde linee, quest’anno Leonardo e Maldini - a proposito, che gioia vederli abbracciati ed esultanti al termine del match vinto contro la Roma - hanno fatto un lavoro esemplare e Gattuso può permettersi perfino il lusso di far ambientare al meglio un talento autentico come Caldara senza risentirne. È presto per le facili esaltazioni, ma la sensazione che il Milan sia tornato è forte. E anche gli avversari se ne stanno accorgendo.