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Milan: la metamorfosi di Fassone e Mirabelli

Presente al raduno della squadra, il direttore dell’area tecnica rossonera ha parlato delle strategie di mercato della società. Ma l’atteggiamento di Fassone e Mirabelli è drasticamente cambiato.

Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, ad e ds del Milan
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, ad e ds del Milan (ANSA)

MILANO - Se c’è una cosa che i tifosi del Milan ancora faticano a mandar giù è proprio la sfilza di promesse da marinaio che la premiata ditta Fassone-Mirabelli, rispettivamente amministratore delegato e direttore dell’area tecnica rossonera, ha rifilato loro nel corso di questa loro avventura al timone del club di via Aldo Rossi. Fino a qualche mese fa erano loro due gli orgogliosi promotori della rivoluzione rossonera, adesso invece si dimostrano sempre più a disagio nel loro ruolo di frontmen del club. Prendiamo ad esempio Marco Fassone: in settimana si è reso protagonista di un confronto con i tifosi che si è rivelato irritante per la qualità delle risposte-non risposte impacchettate ai tifosi. Quel ritornello stucchevole del «io purtroppo non so nulla» è stato tanto urticante quanto inaccettabile per chi è stato advisor di Yonghong Li e attuale Ceo del club. Per non parlare di quelle uscite inopportune tipo «non importa chi mette i soldi, per me basta che siano in cassa», frasi che poi arrivano quasi a giustificare il pugno duro dell’Uefa di fronte alla sconcertante reticenza dei vertici rossoneri e perfino le indagini della procura sulle ipotesi di riciclaggio. 

La metamorfosi
Protagonista di un’autentica metamorfosi anche Massimiliano Mirabelli. Fino a qualche settimana fa annunciava con eroica baldanza un mercato con almeno tre colpi sensazionali per riportare la squadra a lottare per i più ambiziosi traguardi. Oggi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione, le sue parole sono state di stampo decisamente più minimalista: «Inutile parlare adesso di possibile big in arrivo. Intanto bisogna vedere cosa si intende per big. Io sono del parere, e mister Gattuso la pensa come me, che un eventuale nuovo arrivo debba far fare il salto di qualità alla rosa. Quindi niente mercato tanto per fare. E comunque dobbiamo pensare positivo, magari qualcosa in chiave mercato faremo».