5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Oltraggio al Milan: da Berlusconi a Yonghong Li tutti alla gogna

L’ufficialità della sentenza Uefa ha riaperto una ferita che fatica a rimarginarsi. La cessione del Milan è stata gestita in maniera vergognosa e tutti adesso devono prendersi le loro responsabilità.

La stretta di mano tra Berlusconi e Yonghong Li
La stretta di mano tra Berlusconi e Yonghong Li ANSA

MILANO - Milan cacciato dall’Europa. Se pensiemo che l’Europa è sempre stata la casa del Milan - non per niente i rossoneri sono la seconda squadra per Champions League vinte dietro solo al Real Madrid - grazie alla sentenza della camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club dell'Uefa (CFCB), praticamente il club di via Aldo Rossi è stato cacciato di casa.
Un’umiliazione che resterà impressa a caratteri nero pece nella storia del Milan, paragonabile forse solo alla sconveniente notte di Marsiglia, altro momento buio dell’epopea milanista, che anche allora ha dato luogo ad una squalifica dall’Europa.
Ora che anche la sentenza dell’Uefa è stata ufficializzata e che il proprietario cinese del Milan Yonghong Li ha fatto saltare la trattativa con l’imprenditore italo-americano Rocco Commisso per la cessione del club rossonero, è il momento delle analisi, delle riflessioni, delle considerazioni, tutte con un denominatore comune: basta cialtroni nella storia del Milan.

Le promesse di Silvio
Quanti danni stia facendo la proprietà cinese è confermato dalla batosta appena arrivata da Nyon, ma nella caccia alle responsabilità non può essere tenuto fuori Silvio Berlusconi che non più tardi di 15 mesi fa, quando incassava la cifra fuori mercato di 740 milioni di euro per cedere la sua creatura, garantiva al popolo rossonero che il Milan sarebbe finito in ottime mani e che i nuovi proprietari avrebbero riportato il club in cima al mondo.
Si, certo. Intanto l’hanno riportato nelle aule del tribunale dell’Uefa, poi per il futuro chissà.

Il giocatore
Un futuro sempre più misterioso perchè il buon Yonghong Li, sgangherato ed improbabile azionista di riferimento della società, ha deciso di giocare a poker con il Milan, a colpi di bluff, rilanci, puntate insensate con eventuali nuovi possibili acquirenti. Il tutto sulla pelle dei malcapitati tifosi rossoneri, gli unici danneggiati ed umiliati da questa vergognosa manfrina messa in atto da più di un anno a questa parte da tutti i pessimi interpreti di questa obbrobriosa telenovela.
È notizia di ieri sera infatti come un improvvido colpo di mano dell’attuale proprietario del Milan abbia mandato letteralmente all’aria la trattativa ben avviata con Rocco Commisso, imprenditore italo-americano seriamente intenzionato ad acquistare il club per riportarlo ai fasti di un tempo.

Ballano 32 milioni
Adesso il rischio concreto per i tifosi milanisti è che Yonghong Li riesca a trovare i 32 milioni da restituire entro la prossima settimana a Elliot pena l’escussione del Milan da parte del fondo americano. Se così fosse, il misterioso uomo d’affari cinese avrebbe tempo fino ad ottobre - quando la cifra da restituire ad Elliott sarebbe il bottino pieno di 303 milioni più interessi, praticamente quasi 380 milioni - per tentare di cedere il club di via Aldo Rossi al miglior offerente. Quello che in Cina non hanno capito è che più passa il tempo, più Yonghong Li è con l’acqua alla gola, e meno saranno disposti ad offrire i potenziali nuovi acquirenti. A maggior ragione se il Milan resterà confinato fuori dall’Europa. Ora l’unica speranza è svegliarsi in fretta da questo incubo perchè così davvero non è possibile andare avanti.