23 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Mirabelli: «Milan a caccia dei campioni di domani»

Il dirigente calabrese svela le strategie del club rossonero in vista dell’apertura del mercato estivo.
Il dirigente rossonero Max Mirabelli
Il dirigente rossonero Max Mirabelli (ANSA)

MILANO - Al Milan già si parla di mercato, ma la stagione non è ancora conclusa per la squadra di Gattuso, anzi. Il match di domenica prossima contro la Fiorentina rappresenta per i rossoneri uno spartiacque fondamentale: da una parte un’estate all’insegna del riposo, con conseguente ripresa dell’attività agonistica al pari di tutte le altre big del campionato italiano e una ricca tournèe internazionale da onorare negli Stati Uniti; dall’altra i preliminari di Europa League da disputare tra luglio e agosto, ancora più complicati e fitti rispetto a quelli che già hanno contrassegnato la stagione in corso del Milan.
Probabile sia ancora prematuro fare il punto sulla situazione del mercato, a maggior ragione con una sentenza dell’Uefa sul fairplay finanziario in arrivo a metà maggio e il rifinanziamento del debito con Elliot ancora da definire, ma forse non così tanto.

Caccia ai campioni di domani
Per Massimiliano Mirabelli, direttore dell’area tecnica del Milan, è già tempo di fare il punto della situazione, per evitare il rischio di farsi trovare impreparati all’apertura della sessione estiva del mercato. «Abbiamo le idee abbastanza chiare - le parole del dirigente calabrese -, frutto di una strategia particolare portata avanti la scorsa estate: prendere più giocatori possibili per cercare di aprire un ciclo. Oggi la nostra è una squadra giovane, la maglia del Milan pesa e per questo abbiamo avuto degli alti e bassi. Bonucci e Biglia li abbiamo messi dentro per far crescere i nostri ragazzi e sono convinto che questo gruppo darà grandi soddisfazioni ai tifosi, cosa che non ha fatto quest'anno per vari motivi. Non dovete dimenticarvi che in passato c'era un altro calcio. Non abbiamo più le possibilità di portare tanti campioni a causa dell'entrata degli arabi nel calcio. Non siamo più il paese che tanti campioni sognavano. Non sto parlando solo del Milan, ma del calcio italiano. Dobbiamo scegliere altre strade, trovare potenziali campioni e portarli a Milanello prima che diventino fuoriclasse acclarati».