20 settembre 2018
Aggiornato 12:30

Milan: frenata che costringe a una riflessione sulla qualità della rosa

La quinta partita consecutiva senza vittorie ha messo fine ai sogni di gloria del Milan nell’ottica della rincorsa Champions, ma ha anche messo a nudo i limiti di una rosa con lacune fin troppo evidenti.
La delusione dei rossoneri dopo il pareggio contro i granata
La delusione dei rossoneri dopo il pareggio contro i granata (ANSA)

MILANO - Cinque partite senza vittoria. Dopo un filotto di otto successi e un solo pareggio nelle prime nove giornate del girone di ritorno, la frenata brusca del Milan di Gattuso ha avuto il potere di raffreddare gli animi e l’entusiasmo dei tifosi che ad un certo punto alla possibilità di riacciuffare la zona Champions hanno creduto per davvero. E come dar loro torto vista la qualità delle prestazioni che Bonucci e compagni hanno messo in fila tra gennaio e marzo in campionato e Coppa Italia? Oggi, dopo l’ennesimo mezzo passo falso contro il Torino di Mazzarri nessuno ha più il coraggio di fantasticare sulla coppa dalle grandi orecchie e addirittura c’è chi vede in pericolo l’ultimo posto utile per accedere alla prossima edizione dell’Europa League. E anche su quel fronte, come dar loro torto visto quanto corrono lì dietro le inseguitrici?

Inizio imbarazzante
Attenzione però a non commettere l’errore di passare da un eccesso all’altro, dall’euforia allo sconforto, in un battito di ciglia. Siamo in presenza di una pratica particolarmente in voga tra i tifosi del football, ma la storia stagionale del Milan merita un approfondimento - e magari qualche riflessione pacata - che vada oltre la semplice analisi dei risultati. Partiamo dal presupposto che i rossoneri, sotto la guida di Montella, avevano già praticamente compromesso qualsiasi tipo di successo con un inizio stagione imbarazzante: scontri diretti persi, e in malo modo, contro tutte le avversarie, e soprattutto una sensazione di impotenza e confusione diffusa che ha fatto disperare il già fin troppo provato popolo rossonero.

La cura Gattuso
La cura Gattuso, dopo un primo comprensibile momento di difficoltà dovuto ai necessari carichi di lavori imposti ad un gruppo fermo sulle ginocchia, ha iniziato a produrre risultati, ma alla fine tutti i nodi sono venuti al pettine. La rosa del Milan, malgrado i notevolissimi investimenti estivi e i tanti acquisti di qualità messi a segno dalla premiata ditta Fassone e Mirabelli, ha ancora qualche lacuna piuttosto evidente ed è importante che chi di dovere ne prenda atto. A Torino, ad esempio, lo stop inatteso di Hakan Calhanoglu, ha avuto il potere di scombussolare i piani di mister Gattuso. Al posto del fantasista turco ha giocato Borini, con risultati non propriamente esaltanti: stiamo parlando di due giocatori totalmente diversi e in campo si è visto.

Alternative credibili
Se a questo aggiungiamo che sulla fascia opposta gioca abitualmente un altro rossonero, lo spagnolo Suso, che ormai sta boccheggiando ma che non può fermarsi per l’assoluta mancanza di alternative credibili nel suo ruolo (concetto che potrebbe essere esteso anche a Kessiè e Bonaventura, tanto per citarne altri due), il quadro si delinea più nitido e chiaro.
Il Milan ha bisogno di innesti di qualità in ruoli chiave e se domenica contro il Napoli si è appurato con discreti margini di sicurezza che la coppia titolare di difensori centrali - Bonucci e Romagnoli - può contare su un back up quasi altrettanto affidabile - Musacchio e Zapata - non si può affermare lo stesso per qualche altro titolarissimo rossonero costretto agli straordinari da inizio stagione.