14 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Sollievo Milan: solo un'infiammazione per Calhanoglu

Nulla di grave per il fantasista turco che pare destinato ad una evoluzione calcistica, come già successo in passato ad altri grandi numeri 10.
Hakan Calhanoglu, fantasista turco del Milan
Hakan Calhanoglu, fantasista turco del Milan (ANSA)

MILANO - Parziale sospiro di sollievo in casa Milan. Il leggero infortunio che ha costretto allo stop Hakan Calhanoglu contro il Torino e che aveva lasciato temere qualcosa di più grave, tipo un problema ai legamenti del ginocchio, si è rivelato invece meno serio del previsto. Potrebbe trattarsi solo di una infiammazione che dovrebbe costringere il fantasista turco a saltare il Benevento. A quel punto si rivaluteranno le sue condizioni, naturalmente con la speranzia di riaverlo in perfetta forma per l'appuntamento clou di questo finale di stagione, la finale di Tim Cup contro la Juventus, in programma allo stadio Olimpico di Roma il 9 maggio.

Futuro tattico
«È uno che potrebbe giocare alla Pirlo. E poi Hakan ha un gran tiro, con cui dovrebbe buttare giù la porta». Il Gattuso pensiero, alla vigilia del match infrasettimanale di campionato tra Torino e Milan, ha offerto un nuovo spunto di riflessione. Tra i tanti discorsi offerti in dote ai giornalisti presenti, quello relativo a Calhanoglu è in assoluto il più succulento. Intanto perchè rappresenterebbe un’autentica rivoluzione tattica per il Milan, e poi perchè negli occhi dei tifosi rossoneri ci sono ancora ben presenti le pennellate di quel fenomeno con il numero 21 che poi, purtroppo per il popolo rossonero, ha deciso di abbandonare Milanello ed andare a dispensare magie alla Juventus.

Manca qualcosa
In effetti le caratteristiche del turco ben si sposano con quelle che dovrebbe avere un uomo d’ordine in mezzo al campo: forza fisica, resistenza, capacità e voglia di lottare e magari anche rincorrere l’avversario per 50 metri, piede vellutato, grande potenza e precisione nel tiro da fuori. Tutto perfetto quindi? Non proprio. Al momento, perchè Calhanoglu possa diventare il Pirlo del futuro, occorre un deciso e netto cambio di rotta: imparare a giocare di prima anzichè coccolare il pallone tra i piedi e tenerlo sempre un tempo di gioco in più rispetto al necessario (caratteristica negativa che purtroppo Hakan può condividere anche con i compagni di reparto Suso e Bonaventura).

Il lavoro di Gattuso
Il regista deve essere abile a far girare il pallone in fretta, deve avere prima di tutto visione di gioco, deve lavorare per gli altri e mettere i compagni in condizione di rendere al meglio. Da questo punto di vista Calhanoglu ha ancora parecchio lavoro da fare, visto che attualmente il pezzo preferito del repertorio del numero 10 rossonero è prendere palla sulla trequarti, puntare l’avversario e scaricare in porta dal limite dell’area. Tutto perfetto se quella non finisce per diventare l’unica freccia nell’arco dell’ex Leverkusen. Sotto la guida di Gattuso però non sono esclusi miglioramenti anche rapidi. Il Milan ha bisogno di un nuovo Pirlo e Calhanoglu potrebbe diventarlo in fretta.