16 ottobre 2019
Aggiornato 11:30

Perché sia Dovizioso che Lorenzo potrebbero lasciare la Ducati

Andrea si guarda intorno e, se non ricevesse l'aumento di stipendio che pretende, potrebbe cambiare team. Jorge, invece, rischia proprio il licenziamento

Jorge Lorenzo stringe la mano ad Andrea Dovizioso alla presentazione della Ducati Desmosedici GP18
Jorge Lorenzo stringe la mano ad Andrea Dovizioso alla presentazione della Ducati Desmosedici GP18 Ducati

BOLOGNA – Dunque, dove eravamo rimasti? La Yamaha ha già messo in cassaforte la sua coppia di piloti, Valentino Rossi e Maverick Vinales, per i prossimi due anni. La Honda ha rinnovato solo con il suo caposquadra Marc Marquez, ma ha ancora una moto libera al suo fianco. E la Ducati, invece? Proprio la squadra che ha vinto il Gran Premio inaugurale in Qatar e che comanda entrambe le classifiche mondiali, è quella più in alto mare di tutte: in questo motomercato 2019 che ha bruciato le tappe, è l'unica ad avere entrambi i propri sellini ancora vuoti. Questo perché, paradossalmente, proprio il repentino e inaspettato successo di Andrea Dovizioso rischia di ritorcerglisi contro.

Situazione capovolta
Due anni fa, ovvero quando la Rossa di Borgo Panigale era disposta a fare carte false pur di assicurarsi i servigi di un cinque volte campione del mondo, Desmodovi si vide costretto ad accettare una cospicua riduzione di stipendio, per permettere di pagare il principesco ingaggio di Jorge Lorenzo. Così, mentre al termine del biennio 2017-18 il maiorchino avrà percepito la bellezza di 24 milioni di euro, il forlivese si dovrà accontentare di appena tre (premi di risultato a parte). Eppure, di fronte allo spietato banco di prova della pista, i due ducatisti hanno rivelato valori in campo completamente ribaltati: se lo spagnolo è riuscito finora a malapena a salire sul podio per tre volte, l'italiano nello stesso periodo ha vinto ben sette GP e lotta per il titolo iridato. È dunque più che legittimo e giustificato che Andrea pretenda un aumento sul prossimo contratto: «E sapremo riconoscergli quello che merita», lo ha rassicurato il direttore sportivo Paolo Ciabatti in un'intervista a Radio 24. Ma la realtà è che un'offerta alla sua altezza da parte della casa bolognese, Dovizioso non sembra averla tuttora ricevuta. «Dovi si vuole sentire valorizzato – ha dichiarato una fonte vicina al pilota al sito specializzato internazionale Motorsport – Non accetterà più scuse come quella dei soldi che devono pagare al suo compagno di squadra». E dunque, benché il rinnovo con la Ducati resti la sua prima priorità, il leader del Mondiale ha iniziato anche a guardarsi intorno, tanto da aver intavolato trattative, secondo voci autorevoli, sia con la Honda (per prendere il posto di Dani Pedrosa) che con la Suzuki (che anche lei ha tuttora due moto a disposizione per il 2019).

L'ombra di Petrucci
Mentre perciò da un lato la Rossa rischia di perdere Dovizioso, dall'altro potrebbe decidere lei di licenziare Lorenzo. Quello che dovrebbe essere, almeno nelle sue intenzioni, l'anno del riscatto decisivo dell'iberico, infatti, non è iniziato certo nel migliore dei modi: in gara a Losail è stato costretto incolpevolmente al ritiro, per la rottura del freno anteriore, ma anche finché è rimasto in corsa, la sua è stata comunque una prestazione anonima. Se i suoi risultati dovessero continuare su questa linea, il minimo che Jorge dovrebbe accettare sarebbe un notevole taglio del suo stipendio, ma non è escluso che possa addirittura perdere il posto. Su di lui aleggia il fantasma di Danilo Petrucci, che con la stessa Desmosedici GP18 affidata al team satellite Pramac è andato meglio del cinque volte iridato, tagliando il traguardo al quinto posto in Qatar. E che da tempo sogna, o visti i risultati addirittura pretende, una chance nella squadra ufficiale. Il team manager Davide Tardozzi in persona non ha escluso questa eventualità: «Petrucci per Lorenzo? Tutto può succedere», si è lasciato scappare in un'intervista al quotidiano sportivo spagnolo Marca, sollevando letteralmente un polverone tra i lettori, che hanno risposto con oltre duecento commenti indignati in poche ore. Insomma, aspettiamoci botti dalla Ducati nelle prossime settimane, e non soltanto in pista...