20 ottobre 2018
Aggiornato 14:31

E se la Ferrari lascia la F1? L'alternativa è in America

La minaccia di Marchionne di abbandonare il Mondiale, se il nuovo regolamento sui motori non le piacerà, si fa più concreta. E ci sarebbe già un piano B...
Il presidente della Ferrari Sergio Marchionne al Salone di Ginevra
Il presidente della Ferrari Sergio Marchionne al Salone di Ginevra (Ansa/Tannen Maury)

ROMA«Correre la 500 Miglia di Indianapolis? Perché no. Abbiamo la tradizione per farlo e ci stiamo pensando». Sono bastate queste poche parole, che il presidente Sergio Marchionne ha pronunciato all'ultima edizione del Salone di Ginevra, per scatenare una ridda di ipotesi, voci e retroscena sul futuro della Ferrari. Già, perché se in un primo momento tutti avevano ipotizzato che il manager italo-canadese si riferisse alla Alfa Romeo, che quest'anno farà il suo rientro in Formula 1 in partnership con la Sauber, in realtà nella sua mente Marchionne starebbe già coltivando un'idea ben più affascinante: portare a Indy il Cavallino rampante.

La suggestione
Questo scenario, reso noto dalla Gazzetta dello Sport, scatterebbe ovviamente solo nel caso in cui si avverassero le minacce di lasciare la F1, ovvero se i nuovi proprietari del circus, gli americani della Liberty Media, andassero avanti con il cambio di regolamenti sui motori proposto dal 2021 e sgradito a Maranello. Abbandonato il Mondiale, a quel punto la Ferrari potrebbe fondare un campionato alternativo, magari con Mercedes e McLaren, che condividono le sue posizioni sulle proposte di Liberty. Oppure preferire l'opzione più clamorosa: fare le valigie e trasferirsi al di là dell'Atlantico, nel campionato statunitense di IndyCar. Un precedente c'è: nel 1986 il fondatore Enzo Ferrari fece costruire una monoposto per la Formula Cart, che non corse mai, ma servì a convincere la Federazione internazionale dell'automobile che la Rossa faceva sul serio, e avrebbe potuto davvero portare fino in fondo il suo braccio di ferro. Allora come oggi, l'oggetto del contendere erano le regole del gioco sui propulsori.

Primi passi
Ma a confermare che la Ferrari stia annusando anche oggi l'aria che tira in America è arrivata anche un'altra notizia: l'iscrizione della Scuderia Corsa, storica squadra ferrarista statunitense, alla prossima 500 Miglia di Indianapolis in collaborazione con il team Rahal Letterman e con il pilota Oriol Seria. Non è un fatto da poco, perché a capo della Scuderia Corsa c'è Giacomo Mattioli, il più grande concessionario Ferrari del mondo, e papà di Enzo jr, pronipote del Drake e nipote di Piero Ferrari. Facile dunque ipotizzare che possa essere venuta proprio da Sergio Marchionne in persona la proposta di mandare avanti lui, a sondare il terreno della mitica corsa del Brickyard a nome della Rossa. Realizzare una monoposto per il campionato americano, in fondo, sarebbe tutt'altro che un'impresa proibitiva per Maranello: il telaio è uguale per tutti, progettato dall'amico Gian Paolo Dallara nella vicina Varano de' Melegari, mentre il motore è un V6 turbo da 2,2 litri, molto più semplice e meno costoso di quello costruito per la F1. Quindi, per dirla con Marchionne, «perché no?»...