22 settembre 2019
Aggiornato 01:30

Io sto con Andrè Silva: sua un’unica colpa

Critiche a pioggia per il centravanti portoghese e per Gattuso che l’ha scelto. Qualcosa da salvare però c’è, in ogni caso è arrivato il momento delle scelte definitive.

Il centravanti del Milan Andrè Silva
Il centravanti del Milan Andrè Silva ANSA

MILANO - Si, lo so che adesso tutti si affanneranno a darmi dello sconsiderato. D’altronde i numeri del centravanti portoghese portato in estate al Milan da quel gran volpone di Jorge Mendes sono tutt’altro che lusinghieri. Ma io continuo a sostenere che Andrè Silva sia un grande attaccante, uno su cui puntare forte da adesso in poi. O in alternativa, fissare fin d’ora una base d’asta e sperare che, grazie magari ad un grande mondiale giocato accanto a Cristiano Ronaldo, si riesca a monetizzare dalla sua cessione senza perderci troppo. Ecco la grande decisione da prendere adesso tra via Aldo Rossi e Milanello, perchè, ricordiamolo sempre, l’acquisto dell’ex Porto è stato uno dei più onerosi della recente e faraonica campagna acquisti del Milan. Inoltre stiamo parlando di un ragazzino che ha appena compiuto 22 anni, in barba alla già consistente esperienza internazionale maturata con il suo precedente club in Champions League e con la maglia della nazionale portoghese, uno che potrà scrivere ancora pagine importanti del calcio europeo e su cui diversi top club europei potrebbero puntare in estate.

Tabellino esangue
Tornando alla stretta attualità, la partita del numero 9 rossonero in quel di Udine, ha lasciato in dote una sfilza di 4 e 5 da far rabbrividire. Voti probabilmente giusti, alla luce del solito esangue tabellino marcatori ma soprattutto visto l’approccio tutt’altro che «velenoso» del troppo bello Andrè Silva alla partita. Ecco, se c’è una cosa che Gennaro Gattuso dovrà fare da qui in avanti, se davvero il suo obiettivo è recuperare il portoghese, è spettinarlo un pochino in allenamento. Come Rino ha ribadito nella conferenza stampa pre-partita, il Milan attuale è un po’ come lui: niente paragoni con Brad Pitt, ma anzi l’immagine un po’ sgualcita del tecnico con la barba e le occhiaie. Nulla di più lontano da come invece si presenta Silva, più un modello da sfilate di Armani che un centravanti con la bava alla bocca e il coltello tra i denti.

Troppo bello
Non che si possa fare una colpa all’ex Porto di essere di bell’aspetto, per carità, ma forse è arrivato il momento di preoccuparsi meno del ciuffo ribelle e più di sgomitare ferocemente con i difensori avversari per arrivare al giusto premio della sua ancor giovane carriera, il gol.
E comunque, seppure a sprazzi e senza la dovuta cattiveria, Andrè Silva anche a Udine ha lasciato intendere di che caratura siano le sue doti tecniche. Il pallone scagliato con violenza verso la porta di Bizzarri a inizio secondo tempo, da una posizione spalle alla porta e uscito di poco sopra la traversa, dovrebbe rappresentare un discreto punto di partenza su cui iniziare a lavorare: meno fronzoli e più praticità, meno colpi di tacchi e più ricerca vibrante della conclusione a rete, meno orpelli barocchi e più veleno.
Se mister Gattuso riuscirà a trasformare questa serie di spunti di riflessioni in autentici diktat per il giovane centravanti rossonero, il Milan si ritroverà in casa un bomber di valore assoluto. Altrimenti, come già detto in apertura di articolo, meglio cederlo fin d’ora al migliore offerente e voltare definitivamente pagina.