15 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Auguri Gattuso: una semplice ricetta per risollevare il Milan

Il lavoro del nuovo allenatore rossonero comincia a dare i suoi frutti. La prima mossa preziosa di Gattuso è stata rivitalizzare alcuni calciatori in crisi.

Il neo allenatore del Milan Gennaro Gattuso
Il neo allenatore del Milan Gennaro Gattuso ANSA

MILANO - Se avesse potuto scegliere come festeggiare il proprio quarantesimo compleanno, Gennaro Gattuso sarebbe sceso in campo con i suoi ragazzi ad allenarsi. Invece, complice la sosta del campionato, vacanze per tutti ed anche un momento di riflessione su quello che ci ha raccontato questo primo periodo del tecnico calabrese alla guida del Milan. Intanto sabato scorso sono arrivati tre punti preziosi, e già quello, conta molto. Per quanto il Milan fatichi ancora a disincagliarsi dalle paludi melmose di metà classifica, ora la strada che conduce all’Europa League è meno impervia: Atalanta e Sampdoria sono appena due punti avanti ed è concesso guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più.

Nuova consapevolezza
Certo, contro il Crotone non è che si sia visto chissà che Milan, come ha correttamente ammesso lo stesso mister Gattuso. Vincere con un solo gol di scarto contro i calabresi, con il risultato in bilico fino all’ultimo secondo, seppur con qualche discutibile decisione arbitrale ai danni del Milan, non può rappresentare un motivo d’orgoglio. Ma quella scesa in campo a San Siro, al cospetto dei fin troppo pazienti tifosi rossoneri, è stata una squadra vogliosa, carica, pronta a lottare con tutti i suoi uomini. E forse finalmente consapevole delle indiscutibili doti tecniche a disposizione dei suoi interpreti principali, grazie al sapiente lavoro di motivatore di mister Gattuso. 

Il ritorno del turco
Prendiamo ad esempio Calhanoglu, probabilmente la nota più lieta di questo primo match dell’anno. Già da diversi giorni l’allenatore del Milan stimolava il turco con frasi ad effetto e contro il Crotone abbiamo visto l’ex Leverkusen come forse mai fin qui in stagione. Brillante, esuberante, sempre pronto a tentare la giocata. Andate a riguardare ad esempio quel paio di sventagliate di 60 metri da un capo all’altro del campo non sfruttate al meglio dallo spagnolo Suso. Apprezzate la prepotenza di quella discesa palla al piede a metà del primo tempo, una summa di forza fisica, classe e controllo di palla, conclusa con un gran sinistro che ha costretto Cordaz ad un grande intervento.

Il binario Calabria-Suso
Oppure Davide Calabria, anche lui rilanciato sulla fascia destra da Gattuso. Il classe ’96 cresciuto nel vivaio del Vismara ha dimostrato che il binario destro con Suso può  funzionare alla grande anche se c’è lui. Ha spinto e si è proposto con costanza ed applicazione, ma è stato abilissimo anche in interdizione e alla fine è stato lui a sbrigare più di una situazione complicata. In più abbiamo perso il conto di tutte le sue iniziative sulla fascia destra e anche la qualità dei suoi cross, non proprio la specialità della casa, è stata più che lusinghiera. In sostanza uno dei migliori in campo del Milan.

Ben tornato capitano
E poi naturalmente capitan Bonucci che finalmente ha invitato tutti a sciacquarsi la bocca, per la prima volta da quando è al Milan. Decisamente meno approssimativo in fase di impostazione e più sicuro rispetto alle sue ultime uscite con la maglia rossonera, il centrale della nazionale ha rappresentato finalmente quel valore aggiunto per cui è stato acquistato in estate. E alla fine è arrivato il meritatissimo gol, anche con un pizzico di fortuna, grazie all’erroraccio di Cordaz. 
E potremmo continuare con lo svizzero Rodriguez, decisamente più intraprendente rispetto al morigerato e timido terzino visto nelle scorse settimane. E perfino, per quanto azzardato possa sembrare, con l’argentino Biglia al quale manca solo un di campo e di intesa con i nuovi compagni.

Nodo attacco
Restano ancora fuori dalle virtù terapeutiche di mister Gattuso i due centravanti acquistati in estate a peso d’oro e ancora fermi al palo di una condizione di forma approssimativa e di uno stato psicofisico preoccupante. Probabilmente è arrivato il momento di fare una scelta, significativa e per questo anche dolorosa, ma definitiva. È ora di ridisegnare la gerarchia dei centravanti del Milan. Il croato Kalinic ha avuto le sue occasioni e non le ha sfruttate, Cutrone è il più giovane dei tre e quello con maggiore vigore ed energia, ma forse è giunta l’ora di puntare forte su Andrè Silva. Ma non metterlo titolare una volta e poi farlo uscire dopo un tempo e non schierarlo più. Serve dargli fiducia e spazio per 5-6 partite di seguito, a quel punto sarà possibile fare un bilancio. 
Intanto auguri mister, buon compleanno e soprattutto buon lavoro.