25 giugno 2019
Aggiornato 21:30
MotoGP

In che team finirà Dovizioso? La verità di Ducati, Honda e Yamaha

Il forlivese, sorpresa dell'anno, è diventato anche uomo mercato. E se Borgo Panigale sa che lui si aspetta un aumento di stipendio, Tokyo e Iwata gli fanno già grandi complimenti

Andrea Dovizioso ai box della Ducati
Andrea Dovizioso ai box della Ducati ( Michelin )

VALENCIA – Le continue e inaspettate vittorie di Andrea Dovizioso non lo hanno portato soltanto a lottare per il Mondiale, ma anche a diventare l'uomo al centro delle discussioni per il futuro mercato piloti. Le indiscrezioni degli ultimi giorni lo hanno accostato prima alla Yamaha, nel caso di un ritiro di Valentino Rossi, poi alla Honda, se Marc Marquez decidesse di buttarsi in una nuova sfida come ad esempio quella della Ktm. Insomma, la Ducati è avvertita: se vorrà rinnovare il contratto con Desmodovi, colui che si è guadagnato in pista i galloni di caposquadra nel 2017, dovrà quantomeno mettere mano al portafogli, e aumentare significativamente il suo stipendio che al momento è di soli 1,5 milioni (contro i 12 del compagno di squadra Jorge Lorenzo). «Il nostro modo di lavorare nel team non cambierà: tutti i piloti hanno le stesse condizioni e, per fortuna, hanno anche un ottimo rapporto tra di loro, di rispetto reciproco – chiarisce il responsabile del progetto MotoGP Ducati, Paolo Ciabatti, in conferenza stampa alla specifica domanda posta dal Diario Motori – Per questo motivo noi condividiamo i dati di tutti i piloti, compresi quelli dei team satellite, per cercare le soluzioni migliori sulla moto. Se parliamo di trattative per il 2019, ovviamente la situazione cambia. Il potere di negoziazione dipende dai risultati, quindi dopo aver vinto così tante gare quest'anno, la sua posizione ne uscirà rafforzata al momento in cui dovrà trattare con noi il rinnovo del contratto. È ancora un po' troppo presto per parlarne, ma sono sicuro che quando arriverà il momento dovremo considerare che ha già vinto sette Gran Premi con la Ducati, e speriamo che non si fermi qui!»

Applausi giapponesi
Quanto al presunto interesse di Honda e Yamaha, ovviamente le bocche dei rispettivi boss restano cucite. Ma un assalto al forlivese, dal Giappone, in realtà era già partito dodici mesi fa: «Non è un segreto che l'anno scorso, quando c'era la possibilità che Pedrosa lasciasse la squadra, abbiamo parlato con Dovi – rivela il team principal della Honda, Livio Suppo – Lui ci piace, conosciamo il suo valore, sappiamo che è un buon pilota, anche se come tutti quanti non ci aspettavamo che disputasse una stagione del genere. E siamo molto contenti per lui. Ma al momento non c'è niente sul tavolo: dobbiamo ancora finire questa stagione e per la prossima abbiamo contratti validi con entrambi i piloti». Il suo omologo della Yamaha, Lin Jarvis, gli fa eco con una smentita, ma anche con tanti complimenti: «Ho letto le voci di un nostro presunto interesse per Andrea e anche per Michele Pirro: penso che la Ducati andrebbe in crisi se gli strappassimo tutti i piloti come sostengono le indiscrezioni... Onestamente non c'è niente di vero. Ma ho grande rispetto per Andrea Dovizioso. Noi lo abbiamo conosciuto quando corse con il nostro team satellite, la Tech 3: è uno dei ragazzi super in questo paddock, e sono molto contento che sia riuscito ad ottenere tutti questi successi durante l'anno. Ma non è stato un caso: si raccoglie quello che si semina, e Andrea viene da cinque anni di impegno verso questo progetto, che gli hanno permesso di crescere di pari passo con la moto. Nel 2017 tutte le stelle si sono allineate e così sta vivendo una stagione fenomenale. Da questo punto di vista, penso che la scelta migliore per il suo futuro sarebbe quella di restare in Ducati. Domenica vinca il migliore, ma penso che la maggioranza di noi sarebbe felice di veder trionfare Andrea». E, se perfino da Iwata fanno il tifo per lui...