28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Calcio | Nazionale

Silenzio, parla Berlusconi: «Milan, quanti errori»

Ricco di spunti polemici l'approfondimento del corriere.it che riporta alcune dichiarazioni dell’ex presidente del Milan sulla sua creatura. Dagli errori di mercato alle critiche a Montella, Berlusconi è un fiume in piena. Peccato dimentichi spesso in che condizioni ha lasciato la squadra.

L'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi
L'ex presidente del Milan Silvio Berlusconi ANSA

MILANO - Si sapeva che sotto la cenere dell’apparente silenzio covava un vulcano pronto ad esplodere in qualsiasi momento. Ed ecco che all’alba di un tranquillo venerdì, apparentemente votato alla Nazionale, Silvio Berlusconi è tornato a far sentire la sua voce a proposito della creatura amata, venerata, coccolata per anni, poi miseramente abbandonata a sè stessa fino all’inevitabile cessione alla nuova proprietà: l’Ac Milan.
Il corriere.it ha scoperchiato il pentolone svelando tutta una serie di pensieri in libertà dell’ex numero uno rossonero, del tutto insoddisfatto dell’andamento lento della squadra dopo i primi 6 mesi di cura cinese. Dalle discutibili scelte di mercato alla decisione di affidare la prestigiosa fascia di capitano ad un ex juventino, fino all’esclusione eccellenti di alcuni pezzi forti della vecchia guardia, Silvio Berlusconi è un fiume in piena e le sue dichiarazioni non mancheranno di scatenare polemiche a tutti i livelli.

Mercato sbagliato
Partiamo dalla lunga estate calda rossonera e da una campagna acquisti per la gran parte degli osservatori sontuosa, ma per l’imperatore di Arcore sbagliato su tutta la linea: « Non ho capito il mercato. Non si era mai visto in una squadra il cambio di undici giocatori. Con tutti quei soldi, non si poteva acquistare un top player?».
Eppure Berlusconi dovrebbe sapere che la squadra che è arrivata in mano alla nuova proprietà, per una sconveniente serie di errori della vecchia dirigenza e di mancanze della precedente proprietà, era un ammasso di giocatori senza prospettive e senza identità e che proprio per questo motivo era necessaria un’operazione di tabula rasa indispensabile per ripartire. Ma questo vorrebbe dire ammettere i propri errori, pratica non abituale per l’ex premier.

Montolivo capitano
Sferzante Berlusconi anche su Leonardo Bonucci e la questione di capitano: «È stata data la fascia a un calciatore che è stato per anni la bandiera della Juventus. C’è Montolivo, il capitano doveva continuare ad essere lui». 
Peccato che Riccardino nostro ormai non giochi quasi più, sostituito nello scacchiere tattico di mister Montella dall’argentino Lucas Biglia, uno che al Milan avrebbe fatto parecchio comodo anche nel Milan berlusconiano, ma probabilmente costava troppo per le misere casse rossonere.

Volevo Brocchi
E a proposito di Montella, la chiusura della filippica dell’ex patron rossonero è proprio dedicata all’allenatore rossonero, di certo non in cima al gradimento dei tifosi in questo momento, ma non certo meritevole del paragone ingeneroso al quale Berlusconi lo costringe: «Io volevo che sulla panchina restasse Brocchi. Ma ero in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte. E mi dissero Montella. Con lui non c’è mai stato dialogo, io gli davo consigli e lui mi rispondeva «Sì presidente, ma la formazione la faccio io». Per non parlare di questioni tecniche, spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati. E come si può fare sempre il solito gioco sulle fasce, per il solito cross in area. Per andare in rete andrebbero invece sfruttate le qualità dei due, cercando le linee di passaggio interne».

Un bel tacer…
Giusto presidente, esattamente in linea con le scelte tattiche di Cristian Brocchi. È davvero un peccato aver dovuto rinunciare al grande tecnico esonerato dopo pochi mesi di lavoro anche dal Brescia e adesso terzo assistente di Capello in Cina. Quel Brocchi che che con le sue «linee di passaggio interne» aveva saputo dilapidare un vantaggio importante costringendo il Milan al terzo anno consecutivo senza Europa.
Come diceva il famoso poeta Iacopo Badoer, «Un bel tacer non fu mai scritto». Prenda nota, cavalier Berlusconi.