20 marzo 2019
Aggiornato 18:30

Cutrone alla Inzaghi, Silva come Sheva: i tifosi del Milan sognano

Uno è “Il predestinato”, come già ribattezzato dall’intero universo calcistico di casa nostra; l’altro è “il killer implacabile”, capace di far gol con una concretezza impressionante (in Europa League un gol ogni 33 minuti). Insieme formano la nuova coppia gol del Milan e i tifosi rossoneri già sognano.

Andrè Silva e Patrick Cutrone
Andrè Silva e Patrick Cutrone ANSA

MILANO - Insieme fanno 40 anni in due, praticamente la stessa età che raggiunge da solo un totem come Gianluigi Buffon, ma fin da ora rappresentano il fiore all’occhiello del ricco attacco milanista. Già solo questo dovrebbe dare la dimensione di quanto roseo possa essere il futuro di questi due straordinari talenti. Loro, all’anagrafe Patrick Cutrone e André Miguel Valente Silva, meglio noto come André Silva, tengono i piedi ben piantati per terra, consapevoli che la strada da percorrere è ancora lunga e irta di ostacoli, ma se il buongiorno si vede dal mattino, al Milan ci sarà da divertirsi parecchio nelle prossime stagioni.

Il Predestinato
Partiamo da Patrick Cutrone, classe 1998, già ribattezzato «Il predestinato», per la sua inconsueta capacità di andare a rete in tutte le sue prime volte, come riescono a fare solo i bomber di razza. Già a segno 4 volte in stagione con la maglia del Milan (più una rete al suo esordio in Under 21), la prima nei playoff di Europa League contro lo Shkendija, quindi nelle prime due partite di campionato contro Crotone e Cagliari, e per finire ieri con il gol da 3 punti segnato al 93’ di Milan-Rijeka, quando ormai tutti erano pronti a cantare il De Profundis ai rossoneri e soprattutto al suo allenatore. La sua rete, per tempismo, rapacità e fame atavica di gol ha ricordato a tutti quel fenomeno dell’area di rigore che risponde al nome di Pippo Inzaghi. D’altronde se nella sua pur giovane carriera Cutrone ha battuto il record di segnature nella storia di tutte le selezioni giovanili del Milan un motivo ci deve pur essere.

Bomber implacabile
L’altro, il non ancora 22enne Andrè Silva, è già più affermato anche a livello internazionale. Reduce da un’ottima stagione al Porto, contrassegnata da 16 gol in 32 partite in campionato e 5 reti in 10 incontri di Champions League, il centravanti portoghese vanta anche un lusinghiero bottino con la maglia della sua nazionale: per lui ben 7 gol in 9 partite, che sommati a quelli segnati in altre competizioni fanno un bottino di 9 reti in 14 presenze con la selezione del Portogallo. Tanto da meritare l’approvazione incondizionata di uno che di gol se ne intende, Cristiano Ronaldo. 
Ieri, contro il Rijeka, con un gol alla Shevchenko, tutto potenza, coordinazione, classe e talento infinito, Andrè Silva ha timbrato il cartellino per la sesta volta in sei partite. Un ruolino di marcia da paura (un gol ogni 33’ minuti in Europa League) che ha scatenato le polemiche dei tifosi sul web, del tutto sconcertati di fronte all’impiego a scartamento ridotto del numero 9 rossonero in serie A. 
A fine partita, ha destato scalpore la domanda di un collega al centravanti portoghese: «Si ha l’impressione che tu ti senta più a tuo agio in Europa. Come mai segni più in EL che in campionato?». 
Chissà, forse magari perché in campionato Montella lo tiene in panchina?